Il Tirreno

Grosseto

Falusi: Cisl e vertici ai ferri corti sulla privatizzazione

Al.Fae.

Le voci si rincorrono, ma il sindacato è irremovibile. Per ora nessun incontro

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 MASSA MARITTIMA. È bufera sul Falusi di Massa Marittima. Ad attaccare è la Cisl, a cui non è piaciuta per niente la voce che da un po' di tempo circola in paese: la privatizzazione dell'Istituto e dei contratti dei dipendenti. Un'indiscrezione che nei rapporti tra sindacato e dirigenze sanitarie e assistenziali è stata come la benzina sul fuoco. Già, perché sono alcuni mesi che le due parti non si incontrano. «Siamo molto preoccupati per il personale dipendente - spiegano in una nota congiunta il segretario Massimo Sbrilli e il responsabile zonale Luciano Biscottini - Essendo la qualità dei servizi garantita dal personale, tali difficoltà potrebbero incidere anche sui servizi agli anziani ospiti». Secondo la Cisl funzione pubblica, «la madre di tutti i problemi (per il Falusi e i suoi dipendenti) è la mancanza di corrette relazioni sindacali con la presidenza dell'Istituto», ovvero con il vertice: Roberto Schiavetti. «A fine giugno, il presidente del Falusi convocò i sindacati e dichiarò la necessità e la volontà di riorganizzare l'Istituto: la Cisl disse subito che la proposta andava esaminata nel suo complesso rivendicando un progetto complessivo che comprendesse anche un'analisi dei costi e dei benefici dell'operazione». Un primo incontro, insomma, senza però che ne siano seguiti altri. Ma c'è di più. «Il presidente non parla con noi - continuano i due rappresentanti del sindacato - ma lo fa altrove: esempio pochi giorni, fa in occasione della riunione del tavolo paritetico delle cooperative sociali, accennò alla possibilità di privatizzare i servizi dell'Istituto e il contratto dei dipendenti: la storia sul territorio dimostra che dove queste cose sono state fatte a gioco lungo il personale è stato penalizzato e la qualità dei servizi, nella migliore delle ipotesi, non è migliorata». E a questo proposito la Cisl non cerca compromessi: è irremovibile. La sigla infatti «esprime da subito la sua totale ed assoluta contrarietà ad un'ipotesi di questa natura ed è gravissimo che "certe voci" girino incontrollate». Ma in questa vicenda entra in maniera automatica anche un altro soggetto: la Società della Salute. «Non c'è certezza che il presidente della Sds (Luciano Fedeli) sia il regista dell'intera operazione, ma di certo c'era quando le parti ravvisavano l'esigenza di una riorganizzazione del Falusi e di certo c'era quando con le Cooperative qualcuno ha ipotizzato le privatizzazioni».

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