Il Tirreno

Grosseto

Rivoluzione sui banchi di scuola Nuovi indirizzi anti-pendolari nonostante risorse più scarse

Sara Landi
<b>PREOCCUPATI.</b> Il presidente Marras e l&#146;assessore Cinzia Tacconi
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PREOCCUPATI. Il presidente Marras e l’assessore Cinzia Tacconi

Aumentano i docenti di sostegno ma pochi sono di ruolo I prof in tutta la provincia saranno 49 meno dell'anno scorso

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 GROSSETO. Per le scuole superiori grossetane quella che suonerà lunedì mattina sarà una prima campanella del tutto speciale, la prima di una nuova era di ristrutturazione della rete scolastica provinciale conseguente ai dettami della riforma.  Le novità principali sono state illustrate ieri a Palazzo Aldobrandeschi dal presidente della Provincia Leonardo Marras e dall'assessore all'Istruzione Cinzia Tacconi. Partendo da una riflessione amara sul momento difficile che la scuola sta affrontando. «In genere l'avvio del nuovo anno scolastico è tempo di messaggi beneauguranti - osserva Marras - ma non possiamo dimenticare certo il clima di approssimazione e decadimento che affligge la scuola pubblica e che quanto è successo nei giorni delle nomine dei docenti e del personale tecnico-amministrativo dimostra». Compatibilmente con questo scenario però la scuola superiore grossetana si appresta ad una grossa rivoluzione. «Entro i confini della riforma e pur tenendo conto del pesante ridimensionamento degli organici - spiega Marras - si è cercato di dare qualcosa di più al territorio riducendo il fenomeno del pendolarismo scolastico e ampliando il ventaglio dell'offerta formativa». Sì dunque al decentramento e alla riorganizzazione degli istituti scolastici superiori ma senza trascurare l'aspetto della qualità della didattica. «E' importante per molti ragazzi avviare un percorso di vita e di studio nel proprio territorio - dice Marras - anche perché questo rappresenta un risparmio di disagi per loro e di soldi per le loro famiglie ma la qualità formativa deve essere uniforme, indipendentemente dal posto in cui si studia».  Quanto al ridimensionamento degli organici, è l'assessore Tacconi a commentare le conseguenze, per il secondo anno consecutivo, dei tagli al numero di docenti e personale Ata in servizio nelle scuole maremmane. «Quest'anno le scuole grossetane nel loro complesso avranno 49 docenti in meno - osserva l'assessore provinciale all'Istruzione - e 56 unità Ata in meno. Se è di per sè devastante il taglio dei docenti, lo è ancora di più quello dei bidelli. Non dimentichiamoci che in Maremma sono tanti i piccoli plessi di periferia che rischiano di non riaprire semplicemente perché non è garantita la presenza del bidello che apre la scuola». Passano invece, dice Tacconi, dai 229 dell'anno scorso ai 259 di quest'anno gli insegnanti di sostegno. Un dato in controtendenza che però nasconde il fenomeno, che ha meritato a Grosseto la maglia nera, del numero più basso di immissioni in ruolo in questo ambito. Come a dire che se anche saranno di più sarà perché si è attinto al bacino del precariato. In occasione della presentazione della riforma della rete scolastica provinciale l'assessore Tacconi ha voluto anche accogliere con un saluto ufficiale la nuova dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Elisa Amato, reggente del provveditorato di Grosseto dal 1º settembre scorso. «Io e il presidente Marras l'abbiamo incontrata - dichiara Tacconi - ed è stato un colloquio molto positivo. Ci aspetta un gran lavoro».  A cominciare dalla riforma degli istituti comprensivi, il prossimo nodo da sciogliere. D'accordo anche il presidente Leonardo Marras: «Si apre una fase nuova per la scuola e serve il pieno sostegno di tutta la comunità e di tutti gli attori in gioco».

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