Il Tirreno

Grosseto

Una donna esasperata chiama i militari per parlare con il direttore

Nervi tesi per la fila alla Gea Arrivano i carabinieri

Valentina Geri
<b>IN CODA.</b> Allo sportello Gea in via Smeraldo
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IN CODA. Allo sportello Gea in via Smeraldo

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  GROSSETO. L'insegna che sta fuori la sede della Gea, l'azienda che fornisce gas, è chiara: gli uffici sono aperti al pubblico tre volte a settimana, il lunedì dalle 9 alle 12, il mercoledì dalle 14.30 alle 17.30 e il venerdì dalle 9 alle 12. Peccato però che ieri già alle 10.30 i numerini con i quali aspettare il proprio turno non venissero più distribuiti. Ecco allora che scatta la rabbia e la protesta. Protagonista è una trentenne che ha chiesto al personale spiegazioni. A tale richiesta la ragazza si sente dire da un'impiegata di «mandare un fax» per reclamare l'accaduto e, dulcis in fundo, di «passare a Edsion se non le va bene». Non ci ha messo molto: ha chiesto di parlare con il direttore e ha chiamato i carabinieri. I militari sono accorsi in Via Smeraldo e hanno chiesto del direttore che era arrivato solo allora. Dopo mezz'ora sono riusciti a fare avere alla donna un nuovo appuntamento per lunedì.  A tutt'ora, però, spiegazioni non ne sono state date, a parte il direttore che ha allargato le braccia alle proteste della ragazza. Ma questa è una storia che va avanti da tempo e già iniziata, per lo meno per lei, a luglio, quando si era vista costretta a fare tre ore di fila sotto il sole.  «Oggi c'erano circa altre trenta persone. Non se ne può più di arrivare alle 9.15 e andare via alle 12.30», si sfoga. E quando va bene, perché poco dopo l'apertura i numerini vengono proprio ritirati. «Purtroppo il call center non funziona e se ti rispondono danno solo informazioni utili, non per risolvere i problemi». Inoltre, ci spiega la donna, non è nemmeno possibile decidere di rivolgersi ad altri sportelli Gea, magari nei paesi vicini, visto che questo è l'unico a Grosseto e dintorni. E c'è di più: solo l'intestatario può presentarsi agli uffici per chiarimenti o domande, a meno che non firmi una delega stampabile - a proprie spese, manco a dirlo - dal sito.  Altre due donne, appena uscite dagli uffici, hanno confermato le parole della ragazza: un minimo di due ore di fila. Non solo, una delle due è stata "fortunata": era arrivata, infatti, quando i numerini erano già stati tolti, e lei il suo l'ha avuto da un signore che stava andando via.  Il fatto che gli utenti siano costretti a sopportare lunghissime e spesso debilitanti attese, in particolare d'estate quando il posto all'interno è ridotto e fuori si fa difficoltà a trovare un angolo d'ombra, è reso ancor meno sopportabile dal fatto che talvolta il cancello viene chiuso anche prima che tutti siano usciti e per andarsene bisogna passare dallo spazio delle macchine.

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