Italia
Premio Capalbio. Dibattito sulleconomia
Marcegaglia in piazza Magenta: «Una manovra depressiva»
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CERIMONIA Mario Monti insieme a Giuliano Amato 2 MINUTI DI LETTURA
CAPALBIO. Parterre di autorità del mondo economico ieri a Capalbio per discutere sulla crisi. «Manovra in peggioramento e depressiva»: è stato l'allarme lanciato dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia nel definire la manovra che si sta delineando nel dibattito politico di questi giorni. La Marcegaglia è intervenuta nella prima serata del Premio Capalbio, in un dibattito sulla crisi nel corso del quale sono stati assegnati alcuni riconoscimenti. Il premio Capalbio speciale Europa è andato a Mario Monti per la sua attività in favore dell'Europa. Premio Capalbio speciale Europa a Yves Leterme, primo ministro belga. Premi ai libri di Sergio Fabbrini e Giampaolo Manzella. Presenti - appunto - la stessa Marcegaglia - accanto a Fabrizio Saccomanni (direttore generale della Banca d'Italia), al direttore di Sky Tg24 Sarah Varetto e al presidente Giuliano Amato. Dallla manovra del Governo - dice la presidente - mancano le riforme strutturali, non si interviene sulle pensioni di anziani e manca la parola crescita. Resta solo «un'enorme quantità di tasse e una fantasia galoppante nell'inventare la tassa più esotica. Sono preoccupata - confessa la leader degli industriali accanto a Saccomanni, Monti e Amato - Perché in questo modo la crescita sarà ancora più bassa. È chiaro che una manovra di questo tipo sarà depressiva. Tutto quello che emerso negli ultimi giorni nel tira e molla interno alla maggioranza mi sembra in peggioramento», ha detto la presidente puntando il dito sui tagli alla spesa pubblica e alle pensioni, che sono due argomenti chiave da sempre portati avanti da viale dell'astronomia. La presidente non si sottrae dalle critiche alla Lega: «Visto che due terzi delle pensioni di anziani vanno ai padani, allora - ha detto in tono sarcastico - dobbiamo salvare i padani che vanno in pensione a 58 anni. È un'argomentazione che non sta in piedi e lo dico da padana. Dal decreto sembrano scomparire progressivamente anche i tagli ai costi della politica: c'è una riduzione dei tagli ai Comuni - lamenta Marcegaglia - man mano che andiamo avanti si riduce la quota dei tagli alla spesa pubblica e aumentano le tasse». Confindustria si è detta disponibile a un ragionamento complessivo su una riforma fiscale che sposti le tasse dal lavoro alle cose.
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