Senza risorse. L’attrice Elena Guerrini si inventa l’ennesima sfida del festival low cost
«Gli spazi ce li inventiamo noi»
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ATTRICE Elena Guerrini Ideatrice del Festival A VegliaManca il teatro. E le case di Manciano aprono le porte agli artisti
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MANCIANO. In fondo basta crederci. E «come una ginestra può nascere su una roccia, così la cultura può trovar posto ovunque»: anche in condizioni proibitive o grazie al sostegno di qualche privato. Ne sa qualcosa l'attrice mancianese Elena Guerrini, che sta provando a sconfiggere la disperazione culturale a modo suo. La sua sfida è quella di realizzare un festival teatrale molto più che low cost. Si intitolerà "A veglia - a teatro col baratto" ed è atteso dal 12 al 18 agosto a Manciano, Marsiliana e Montemerano. In programma nomi eccellenti (tra gli altri Moni Ovadia, Giuliano Scabia, Vladimir Luxuria), ma a dispetto dei quali la Provincia non ha dato un euro mentre sono arrivati 2.700 euro dal Comune di Manciano. Gli enti si dicono strozzati dai problemi di bilancio e dal patto di stabilità, e allora ecco l'artista arrangiarsi con decine di volontari maremmani pronti a reinventare un futuro laddove i sogni muoiono. La magia di quest'avventura che sembra un romanzo racconta di una decina tra hotel, ristoranti, agriturismi e bar che "regaleranno" letti, buoni pasto, e caffè agli artisti senza pretendere nulla in cambio ma per il puro piacere di godersi (e far godere ad altri) uno spettacolo d'eccellenza. Mancano gli spazi? Ce li inventiamo noi. Così Moni Ovadia - in mancanza di una libreria a Manciano (che non c'è mai stata) - leggerà parti di un suo libro in un'ex merceria del paese, e così faranno altri attori in un negozio di antiquariato o nelle case dei mancianesi, pronte a spalancare le porte mentre le tre anime del festival (tutte donne, Elena Guerrini, Donatella Borghesi e Alessia Lombardi) si accolleranno l'organizzazione artistica senza prendere un soldo. «Anche la conferenza stampa per presentare il programma - racconta la Guerrini - la faremo in un pulmino Fiat di fronte a una libreria grossetana». Succederà il 9 settembre alle 11 di mattina e il pulmino sarà quello di Valerio Gatto Bonanni che - per sopperire alla mancanza di locandine - girerà tutti i paesi della provincia con il suo spettacolo "Pulmino Fiat theater". Cantastorie moderno, declamerà il programma sera per sera. «La cosa bella - dice la Guerrini - è che persone comuni e professionisti stanno arrivando da noi coi soldi in tasca e ci dicono: "Io posso darti 50 o 100 euro, voglio contribuire a fare cultura, e per noi è bellissimo». Sono i nuovi mecenati della cultura: il generoso popolo di privati che, raccogliendo le sollecitazioni di Elena e dei suoi collaboratori si sta frugando in tasca. «D'inverno faremo di più. Costituiremo dei "gruppi di acquisto teatrale" in cui i soci si autofinanzieranno per scegliersi e pagarsi gli spettacoli». Un paese intero che fa teatro, nelle stesse condizioni profetiche scritte da Antonio Neiwiller, di cui la Guerrini leggerà un testo. «Una stalla può diventare un tempio e un tempio restare magnificamente una stalla. Ci vuole un altro sguardo per dare senso a ciò che barbaramente muore ogni giorno omologandosi».
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