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GIALLO AL SANTANNA
Offrono aiuto e accusano ma non firmano la lettera «Chi sono questi orfani?»
Al.Fae.
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MASSA MARITTIMA. La proposta di dare una mano per il futuro del Sant'Anna di Massa Marittima, arrivata da un gruppo di ragazzi cresciuti proprio in quel rifugio, trova le braccia aperte del presidente della Fondazione Gianni Locatelli. Però c'è un problema: la proposta è anonima e nessuno si è messo in contatto con lui. Alcuni giorni fa un gruppo di orfani cresciuti negli alloggi massetani gestiti dalla Fondazione figlia di don Luigi Rossi scrissero una lettera aperta a Locatelli e alla stampa, dicendosi pronti a fare tutto il necessario per dare un progetto di rilancio per il rifugio. «Si tratta di un'iniziativa senz'altro lodevole e di una richiesta che la Fondazione è ben lieta di accogliere, nell'intento di dare continuità a un'opera e a un insegnamento preziosi per l'intera comunità», dice il presidente, dichiarandosi pronto sia ad accogliere l'invito del gruppo di ragazzi sia a incontrarli per discutere sul da farsi. C'è un problema però. La lettera aperta è anonima e nessuno ha preso contatto con la Fondazione per far fronte all'impegno promesso. «Purtroppo, sia dalla lettera aperta sia dagli articoli di stampa, non è possibile individuare i promotori dell'appello né le persone cui rivolgere l'invito per l'incontro richiesto», spiega Locatelli, che adesso cerca contatto con queste persone. Anche perché nella lettera erano presenti anche alcune critiche su come la Fondazione gestisce il Rifugio a Massa Marittima e anche questo doveva essere un punto di confronto tra le due parti. «A questo scopo - conclude il presidente - la Fondazione Rifugio Sant'Anna rivolge a sua volta un invito ai "Ragazzi del Rifugio" perché escano dall'anonimato prendendo personalmente contatto con gli amministratori per un incontro, che possa essere il primo di una lunga e fattiva collaborazione nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità di ciascuno». Insomma, dopo le belle parole e al di là di tutte le buone intenzioni scritte su quella lettera, adesso è il momento dei fatti.
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