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Gioiello Unesco in mezzo alla guerra: ogni anno dieci vittime

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 ARCIDOSSO. Il Parco Nazionale di Virunga dal'97 patrimonio dell'umanità dell'Unesco, è il fiore all'occhiello dei parchi congolesi. 7800 chilometri quadrati di territorio mozzafiato, con montagne e laghi, grotte e cascate, foresta e perfino un ghiacciaio, accanto al Monte Hoyio dove risiede una tribù di pigmei Bambuti. Virunga è la scommessa su cui si gioca il turismo nella nuova democrazia centrafricana.  È nel cuore dell'Africa nera, è il primo parco africano, quello più ricco in biodiversità, quello più a rischio di scomparire. Noto in precedenza come Parco nazionale di Albert, è famoso soprattutto per ospitare i rarissimi gorilla di montagna, nonostante che bracconaggio e guerra civile ne abbiano messo in pericolo l'esistenza. Oltre i gorilla nel parco si trovano elefanti, della foresta e della savana, oltre agli scimpanzé, agli okapi, alle giraffe, ai bufali e ippopotami che popolano il lago Eduardo: «Qui si gioca una battaglia per la sopravvivenza e gli avversari sono molteplici - spiega Francesco de Lisi - larghe frange della popolazione che, affamata, invade il Parco alla ricerca di terreni liberi per coltivare, che uccide gli animali per venderli clandestinamente oltrefrontiera o anche mangiarli in loco. Che si associa ai gruppi armati nello sfruttamento illecito del legname a fini commerciali, che accetta il racket dei capi tradizionali. Gli stessi che poi parlano al Parco di conservazione e educazione ambientale», commenta. «Dieci giorni fa, a 20 chilometri circa dalla nostra base, ancora due morti ammazzati dal fuoco delle Fdlr. A freddo. Trasportavano i detenuti a Goma, in attesa di giudizio. Gli hanno sparato lungo la strada. Conoscevo Michel, per averlo intervistato un mese prima. Un ranger, un'eroica guardia parco. Oltre 130, prima di lui, sono morti per difendere il Parco. Dal 1996, in media, quasi dieci all'anno. Uccisi da bracconieri, ribelli, truppe straniere, sicari. Spesso soli a difendere il Parco senza l'ombra di un salario». F.B.

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