Il Tirreno

Grosseto

Sindaco e assessori hanno incontrato Ahmet Bachir Diakhate

Il castello sarà recuperato Sospeso lo sciopero della fame

Fiora Bonelli
<b>LA VISITA.</b> Il sindaco Massimo Galli ha incontrato i proprietari del castello di Triana
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LA VISITA. Il sindaco Massimo Galli ha incontrato i proprietari del castello di Triana

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 ROCCALBEGNA. Ahmet Bachir Diakhate, che da una ventina di giorni portava avanti lo sciopero della fame per sottoporre all'attenzione pubblica la necessità di valorizzare ed utilizzare, dopo opportuni ripristini, il castello medievale di Triana ha sospeso lo sciopero. È andato a fargli visita il sindaco Massimo Galli, con gli l'assessori al Turismo e alla Cultura che lo hanno esortato a interrompere lo sciopero dimostrando attenzione per la struttura.  La manifestazione di interesse è apparsa sincera, tanto da convincere Bachir a mettere fine a una prova di forza che nei giorni scorsi lo aveva portato anche al pronto soccorso. «Non c'è stato nulla di scritto ma alcune promesse di interessamento sì. Noi - spiega Claudia - la moglie di Bachir, proseguiamo, determinati, augurandoci che il tutto si risolva a buon fine per il territorio e i suoi abitanti». Quello che vogliono Bachir e Claudia è la realizzazione di un sogno. Valorizzare, utilizzare, far conoscere, rendere disponibile una struttura medievale di prim'ordine, sconosciuta ai più e lasciata nel dimenticatoio, come succede a tanta aprte del patrimonio artistico dell'Amiata. Non farne un museo, ma un oggetto vivo, come fu per secoli. Un sogno, appunto. Ma Claudia Bindi spiega anche di aver lanciato al sindaco Galli una proposta molto concreta e fattibile, quella di fare del castello di Triana la sede dell'Unione speciale dei comuni amiatini: «Nell'imminente insediamento dell'Unione degli 8 comuni - afferma Claudia Bindi - il nostro castello potrebbe essere la location adatta per l'Unione». Bachir dal canto suo osserva che «il sindaco è stato molto comprensivo nell'incontro e che si è trovato di fronte ad un caso che certamente la storia di roccalbegna non aveva mai conosciuto prima, ovvero un uomo africano coniugato con una rocchigiana, a perseguire una causa fino all'astinenza del cibo per perseguire un obiettivo comunitario». Clauidia aggiunge anche che «l'associazione di cui essi fanno parte, la TTTonlus.org. è un'associazione internazionale e senza frontiere gemellata con altri paesi esteri e ambisce certo ad ospitare le rappresentanzei che ne fanno parte anche nella struttura del maniero». Un'idea è stata lanciata anche per la canonica da poco ristrutturata: «La pensiamo adatta per una casa famiglia - afferma Claudia - la stessa Rai con cui ho lavorato in passato, mi propone di ospitarvi Vip anziani». E infine la casa cantoniera: «E' una struttura capiente in 2 piani degli anni '70 con ampio giardino recintato e può essere sede di varie iniziative», si infervora Claudia.  Ma i due coniugi, ormai "signori" ed ultimi paladini del castello, non rinunciano al loro primitivo sogno, e cioè fare di Triana una sede di «distaccamenti ministeriali, uffici di rappresentanza dei ministeri, Unar, Unhcr, come prevede lo statuto dell'associazione». Intanto per interpretare il sogno in modo convincente, Claudia e Bachir pensano ad una inaugurazione del castello da riproporre al grande pubblico per il prossimo settembre.

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