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TEATRO
Nella "Fabbrica" di Celestini la vita agra della classe operaia
Michele Nannini
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ASCANIO CELESTINI. Lartista è in scena alle Ferriere 2 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. Il drammaturgo romano Ascanio Celestini è il protagonista dell'appuntamento al teatro Le Ferriere di Follonica in programma domani. Sul palco è lo spettacolo "Fabbrica", racconto teatrale in forma epistolare scritto nel 2003 e diventato prima cd audio e poi dvd. Nello spettacolo Celestini affronta il tema del lavoro, uno degli universi che il narratore capitolino ha sviscerato in maniera particolareggiata nella sua carriera. In "Fabbrica" racconta la vita di un capoforno assunto alla fine della seconda guerra mondiale, che in quella realtà fatta di sudore e sacrificio c'è finito praticamente per sbaglio: nel dialogo che Celestini porta sul palco si affrontano soprattutto i temi legati ai rapporti che si instaurano all'interno del luogo di lavoro, una sorta di famiglia fabbrica con tutte le sue leggende, sicurezze, fatiche e fantasticherie; un racconto che - grazie all'incedere narrativo dell'artista - cerca di portare il pubblico a riflessioni profonde sul presente e sul passato. «Il racconto di Fabbrica è nato come una lettera, l'ultima di tante che l'operaio-narratore ha scritto quotidianamente alla madre - spiega Celestini nel presentare lo spettacolo - Questo personaggio ha scritto una lettera al giorno per più di cinquant'anni e ne ha saltata solo una. È la lettera del giorno della sua disgrazia: la disgrazia che l'ha lasciato segnato nel corpo, una menomazione, ma anche il lasciapassare per la fabbrica, la causa che l'ha fatto lavorare per tanti anni». Celestini è considerato uno dei più floridi rappresentanti del teatro narrativo italiano, che mette al centro delle sue esibizioni più la comunicazione personale e affabulatoria rispetto ai mezzi attoriali e scenografici. Il posto è unico numerato, il costo è di 20 euro. I biglietti sono in vendita alla Pro loco di Follonica (chiosco via Roma e via Giacomelli).
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