Il presidio
Il drappo del Paliotto anticipa Siena
◗
IL PALIO. Di Castel del Piano Ricamato a mano come per piazza del Campo, sarà esposto a settembre
3 MINUTI DI LETTURA
CASTEL DEL PIANO. Il palio di Siena confezionato con stoffe preziose e ricami fatti a mano come quello di Casteldelpiano che è stato ricamato e pitturato per la giostra dell'8 settembre 2011. A Casteldelpiano non si parla d'altro che di questa coincidenza, vista come un "segno" di ulteriore senesità, perché il palio di Castel del Piano si picca, da sempre, di avere nel sangue una cellula della blasonatissima carriera senese. I due pali hanno in comune la forma di una piazza (la forma a conchiglia di piazza del Campo e piazza Garibaldi), un corteo storico, cavalli e fantini sovente in comune, stesso spirito dei popoli contradaioli, lacrime e passioni che sgorgano a fiotti. E adesso anche un palio ricamato. Ma questa volta con due intuizioni autonome, non certo una copiatura. Questa volta Casteldelpiano non ha copiato nulla, perché le ricamatrici vi lavorano da un anno e l'idea ha un nome e un cognome. Marco Farmeschi: «Sono due pali diversi, anche se c'è un'intuizione di fondo simile - Farmeschi storico del palio casteldelpianese e intenditore di tradizioni e storia locale. Il nostro è basato sul concetto di lavoro di ricamo vero e proprio, in tandem con l'arte del disegno, la pittura, il colore. Quello di Siena gioca sulla straordinarietà delle stoffe, del monile materiale nel drappo, sul colore candido. Al contrario del nostro in cui la stoffa scompare sotto il ricamo e sotto i tocchi di pennello». Il 2011, dunque, sarà l'anno della scuola di ricamo di Casteldelpiano che dopo due anni dalla sua nascita, all'interno del "Vicinato Imberciadori" e guidata dalla maestra Laura Fazzi, continua la sua esperienza lusinghiera, raggiungendo il massimo della popolarità col grande lavoro collettivo legato alla carriera dell'8 di settembre. Ma prima della data fatidica del 4 settembre, in cui il palio sarà svelato, gli altri lavori della scuola delle 30 allieve ricamatrici sarà messa in mostra, nella palestra delle scuole elementari del Piazzone. L'inaugurazione è oggi alle 17 ma i lavori resteranno a disposizione del pubblico fino al 21, dalle 17 alle 19,30 e dalle 20,30 alle 23. E anche quest'anno saranno centinaia le persone che arrive per vedere gli splendidi oggetti delle magnifiche 30. Era il 30 aprile 2009, quando Sergio Fazzi e sua sorella Laura, per aggregare gente e per vivacizzare il paese, pensarono di ricreare il clima dell'antico "vicinato". Un'atmosfera familiare rivissuta in un luogo dove le persone di tutte le età si potessero incontrare, chiacchierare, vincere la solitudine, imparare. E venne fuori l'idea di un corso di ricamo. Da una filosofia di vita tradizionale e paesana, dunque, sono sostenuti i lavori che si potranno ammirare in mostra. E sono stupefacenti. Ricamo classico, ricamo a fili tirati, hardanger, ricamo a fili contati, sfilati, punto a croce, punto perugino, punto Caterina dei Medici, rete a modano e su stoffa, chiacchierino e tombolo. Tutta la gamma di una ricamatrice smaliziata. Esposte all'ammirazione del pubblico coperte, tovaglie, tende, copriletti, federe, biancheria raffinata e dal sapore antico, che pretende ore e ore di lavoro, di passione, di vera arte. (f.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
