Arci. Il presidente Christian Sensi conferma la fiducia ai volontari
«Dispiaciuto ma sereno Facciamo più del dovuto»
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CINIGIANO. «Dispiaciuto? Sono molto più che dispiaciuto. Ma di una cosa sono assolutamente certo: sono sereno con la mia coscienza. Abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo fare in questi mesi. E anche qualcosa di più». Christian Sensi, presidente Arci, commenta così l'episodio dell'accoltellamento nella casa per ferie di Cinigiano, gestita dalla sua associazione. Un episodio che ha macchiato tre mesi di soggiorno assolutamente tranquillo all'interno, con episodi minimi inevitabili, e di grande integrazione - lo conferma anche il sindaco Totti - con la comunità locale. «Ma noi andiamo avanti, assolutamente», aggiunge Sensi. Svegliato alle 3 della notte tra mercoledì e giovedì, poche ore dopo il fatto, Sensi si è attivato per ricostruire la vicenda da un punto di vista interno e per assicurarsi che tutto quanto previsto dal proprio protocollo era stato rispettato: «Noi non abbiamo un obbligo di vigilanza lungo tutte le 24 ore - spiega - Eppure lo assicuriamo. Addirittura c'è il custode, che è una delle cinque persone direttamente impegnate, che dorme lì con loro». Proprio nel momento dell'aggressione, il custode non c'era ma soltanto perché - spiega Sensi - era andato a Grosseto a prelevare del materiale necessario per l'attività della casa per ferie. Aveva scelto quel momento proprio perché ipoteticamente più tranquillo e comunque avrebbe dovuto far ritorno a breve. Da ieri il custode è cambiato ma il fatto di cronaca nera non c'entra nulla, tiene a precisare il presidente: si tratta di un avvicendamento programmato da tempo, dopo tre mesi di impegno continuativo. «Io confermo la fiducia a tutta l'associazione e a tutti i nostri volontari che vi lavorano, compresi i due operatori culturali - aggiunge Sensi - E certamente non sarà questo episodio a far cambiare le nostre strategie e i nostri progetti». Qualcosa però alla casa per ferie - l'unica struttura del genere che l'Arci gestisce in provincia - è cambiato: «C'erano già disposizioni in vigore, ma adesso le regole saranno più rigide. Adesso siamo in periodo di ramadan ma è indispensabile che i ragazzi ospiti si adattino a un ritmo di vita più vicino alle nostre abitudini: insomma, sarà necessario che anche loro la sera vadano a letto». Il riferimento del presidente è al "digiuno" nelle ore diurne e al periodo di "attività" in quelle notturne previsto dalla religione islamica. Nulla cambia invece dal punto di vista delle attività di integrazione promosse dall'Arci: «Continueremo con i corsi di italiano - annuncia Sensi - le attività di vario genere e i percorsi di inserimento di questi ragazzi nelle attività di volontariato, che sono le uniche che loro possono svolgere nella loro situazione». P.S.
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