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Bufera in consiglio comunale Presidente pronto a dimettersi l'opposizione prepara denunce
Paola Villani
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PRESIDENTE. Lanfranco Stefanelli Strascichi pesanti della seduta col dibattito secretato Turini: «Il sequestro dei cellulari è un atto gravissimo»
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FOLLONICA. Tra dimissioni e denunce, si profila un ferragosto decisamente bollente per la politica follonichese. La seduta del consiglio di giovedì scorso porta dietro di sé strascichi pesanti: Lanfranco Stefanelli, presidente di quell'assise, sembra davvero propenso ad abbandonare l'incarico, mentre coloro che avevano lasciato nell'aula i cellulari poi sequestrati (i consiglieri di minoranza Agostino Ottaviani e Charlie Lynn) pensano di sporgere denuncia per violazione della privacy. Eppure a sentire il sindaco Eleonora Baldi pare sia tutto tranquillo. Alla domanda se fosse stata informata dell'intenzione di Stefanelli di dimettersi lei risponde: «Sono leggende metropolitane, non c'è alcuna lettera». Se invece l'interrogativo è rivolto al diretto interessato la versione è opposta. «Ho preso una settimana di ferie, se ne riparlerà dopo ferragosto». Stefanelli dice che «la volontà c'è ed è causata da un forte disagio dovuto al clima che si è creato», e conferma di aver già scritto la lettera di dimissioni. «Il clima che si è creato», come sostiene il presidente del consiglio, è veramente pesante. Dal giorno in cui la Guardia di finanza ha consegnato l'avviso di garanzia al segretario e direttore generale si è scatenata una serie di eventi che a tutt'oggi provocano reazioni complesse. Il sequestro delle foresterie e la questione delle verifiche sulla clinica veterinaria all'ippodromo, le vicende irrisolte dei villaggi turistici, la lettera di minacce di morte al primo cittadino e dulcis in fundo il caos scoppiato in consiglio comunale. In quell'occasione durante la parte "segreta" della discussione il sindaco ha chiamato il comandante della municipale perché vi erano in aula tre cellulari incustoditi, presumendo che con questi apparecchi qualcuno volesse registrare la seduta. I telefonini sono stati portati dal capo dei vigili agli inquirenti della Digos (presenti quella mattina a palazzo comunale, forse proprio per via dell'aria pesante che aveva preceduto la riunione) e riconsegnati successivamente ai proprietari, dopo la verifica che non contenessero registrazioni del dibattito. «Aspetto i verbali del consiglio comunale e quelli degli inquirenti, ma ho sentito già il mio legale e sono pronto a sporgere denuncia», ha dichiarato uno dei "sospettati", Agostino Ottaviani. E se il sindaco si scusasse dell'accaduto potrebbe cambiare idea? «Vedremo, per adesso non ho ricevuto nessun messaggio di questo tipo». «La giornata di ieri è la dimostrazione di come ogni volta il sindaco dica una cosa e poi faccia il contrario», dichiara Simone Turini. «Prima dice di abbassare i toni della discussione, poi si compiono atti gravissimi come il sequestro dei cellulari».
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