Il Tirreno

Grosseto

Il cane morde, il sindaco impone al padrone di stipulare l'assicurazione

Lorenzo Santorelli
Il cane morde, il sindaco impone al padrone di stipulare l'assicurazione

Secondo caso in una settimana. Madrucci (Asl): «Una commissione valuta il grado di aggressività»

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GROSSETO. A distanza di una settimana da un episodio simile, al padrone di un altro cane considerato dal dipartimento della prevenzione della Asl 9 a "rischio potenziale elevato per l'incolumità pubblica" è stato imposto la stipula di una polizza assicurativa di responsabilità civile per danni contro terzi. Ben lontano dall'essere un allarme sociale, le due ordinanze firmate dal sindaco Bonifazi nei confronti di altrettanti padroni di cani nel giro di una settimana rappresentano comunque un dato significativo, se si considera che in un anno di episodi simili se ne verificano una ventina in tutta la provincia. La spiegazione fornita dal dottor Paolo Madrucci, direttore del dipartimento della prevenzione Asl 9, parte da una constatazione molto semplice.  «D'estate, con il caldo, i cani sono più nervosi. In questo periodo dell'anno è fisiologico l'aumento dei casi di morsicatura o aggressione». La materia è regolamentata da un'ordinanza del Ministero della salute del 3 marzo del 2009 (c.d Martini) e recentemente confermata per altri due anni. «Il Ministero ha riproposto lo stesso testo del 2009 - spiega Madrucci - che conferma la diversa impostazione rispetto alla precedente normativa che stilava una lista di razze aggressive. Non viene più dato per scontato che solo i cani di razze ritenute pericolose possano rendersi protagonisti di questi episodi, ma viene spostata l'attenzione su ogni singolo caso e, soprattutto, sul binomio cane padrone». In sintesi, quando un episodio di morsicatura o di semplice aggressione del cane, all'uomo o ad un altro animale, viene segnalato al servizio veterinario pubblico (la segnalazione può essere fatta dalla persona aggredita, dalla struttura sanitaria che l'ha medicata o dal veterinario privato) parte automaticamente una procedura di valutazione sull'animale, eseguita dagli stessi veterinari della Asl, che ne esaminano le caratteristiche comportamentali insieme a taglia, razza e dinamica dell'accaduto. Se il cane risulta aggressivo, ne derivano vari tipi di provvedimenti. «Per il livello più basso - prosegue Madrucci - è prevista l'iscrizione del cane in un apposito registro, in modo da archiviare episodi pregressi, e un'ordinanza del sindaco che prescrive al proprietario l'obbligo di conduzione del con museruola e guinzaglio nei luoghi pubblici, nonché la stipula di un'assicurazione per danni a terzi». Salendo di livello corrispondono misure sempre più restrittive nei confronti del proprietario, dal tenere l'animale custodito in ambienti confinati all'acquisizione di un patentino, tramite un corso di conduzione di cani organizzato dal Comune con la Asl, fino all'obbligo di sottoporre il cane ad un intervento terapeutico da parte di veterinari esperti in comportamento animale. «Solo nei casi di eccezionale aggressività - aggiunge Madrucci - è previsto il ricovero dell'animale presso il canile o l'abbattimento previa valutazione di una commissione di veterinari». In tutti i casi sopracitati è prevista anche una verifica sul casellario giudiziario del proprietario per accertare che non sussistano condizioni ostative alla proprietà del cane ritenuto aggressivo, previste dall'articolo 4 dell'ordinanza stessa (delinquenza abituale o per tendenza; condanne anche non definitive per delitti non colposi contro la persona e contro il patrimonio; misure di interdizione personale; condanne relative ai reati di abbandono e maltrattamento di animali, nonché il loro utilizzo per combattimenti). «In questo modo - conclude Madrucci - il legislatore ha voluto tutelare anche il benessere degli animali, sottraendoli a proprietari non adatti alla loro custodia».

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