Il Tirreno

Grosseto

«Suonare su questo palco dà senso al nostro lavoro»

Michele Nannini
<b>BANDABARD&Ograve; </b>attesissima domani sera a Rispescia
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BANDABARDÒ attesissima domani sera a Rispescia

Parla Erriquez, voce e anima di Bandabardò attesa domani in concerto

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 GROSSETO. C'è un feeling particolare tra Festambiente e la Bandabardò, che suonerà sul palco di Rispescia domani, specie in quest'anno di lotte civili contro il nucleare che hanno visto proprio Erriquez e compagni fra i principali animatori del fronte del si.  «Qui c'è la sensazione di suonare fra persone intelligenti - conferma Erriquez, al secolo Enrico Greppi, voce della band - che amano il loro territorio, un sentimento nobile e sul quale mettere tutta la propria energia. La Maremma è una zona meravigliosa che purtroppo sta per essere squartata da un'autostrada inutile e che farà guadagnare i soliti quattro noti. Suonare qua dà un senso al nostro lavoro, occupandoci dei problemi siamo molto meno impauriti e angosciati di prima. Basta un minimo impegno per cambiare le cose, quando tutto il popolo si muove si riescono ad ottenere grossi risultati».  Il vostro ultimo lavoro è una produzione un po' diversa dalle altre. Emerge un lato più melodico e d'autore...  «Siamo più vicini al vecchio vinile che al cd, è quello che volevamo fare e forse ci siamo riusciti, uscire dai lavori in cui la musica pompa e basta, privilegiando quindi l'effetto emozionale. Ci siamo voluti emozionare per primi noi stessi cantando e suonando, abbiamo voluto fare un disco da ascoltare tutto, magari in cuffia e con un libro davanti, come si ascoltava musica fino a non molto tempo fa. Utilizzare la fisarmonica assieme agli altri strumenti ha proprio questo scopo, cercare l'emozione, esaltare malinconia e l'allegria senza dimenticare la danza e il movimento, anche se alla fine siamo sempre la solita Bandabardò. Chi vuole pogare, insomma, avrà di che divertirsi e magari perdere anche qualche chilo!».  Questo territorio vi ama molto, fin da quando giravate club e locali a inizio carriera: come vedete il panorama musicale maremmano oggi?  «C'è voglia di emergere, ma purtroppo non ci sono più molte possibilità rispetto agli anni '90, mancano i locali dal vivo come l'Arca o il Subway, realtà che permettevano a gruppi esordienti di crearsi un pubblico e trascinarselo dietro. A noi è successo proprio questo, i primi 40 concerti li abbiamo fatti nell'Alta Maremma e ci siamo creati un bello zoccolo di fan, gente capace di venire a dieci concerti in un mese senza stancarsi: speriamo che tornino realtà come queste, per dare modo a chi suona e ha qualità di poter crescere».  E a proposito di musica made in Maremma, domani ad aprire il live di Bandabardò (ore 22) saranno i sempre più lanciati Matti delle Giuncaie.

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