Italia
Nella zona vicina al Convento dei Passionisti
Mucchi di rifiuti abbandonati lungo le strade del promontorio
Giulia Calchetti
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RIFIUTI Una sedia abbandonata nella macchia 2 MINUTI DI LETTURA
MONTE ARGENTARIO. Sporcizia abbandonata e cartacce. Questo e quant'altro si trova lungo i margini della strada del Monte Argentario che porta fino al Colonnino. Tra la boscaglia si intravede un caleidoscopio di colori. Colori che altro non sono che sacchetti di plastica e lattine dimenticate. La noncuranza per l'ambiente, di chi decide di andare a farsi una girata al monte, si fa più evidente se decidiamo di entrare nella macchia e percorrere un sentiero. All'interno c'è di tutto: scatoloni di cartone, bottiglie, plastica di vario genere. La situazione rimane la stessa percorrendo l'intera strada. Anche nel piazzale antistante al Convento dei Passionisti, se ci si affaccia sul crinale, oltre che ammirare il consueto paesaggio mozzafiato, si può notare una vasta quantità di rifiuti. Non basta. Superato il Convento ed avvicinandosi alla località Sant'Antonio la musica non cambia. Come se ormai tutti quei rifiuti fossero diventati parte integrante della vegetazione, giacciono "indisturbati" piatti di plastica, bottiglie di vetro, vecchie scarpe, sedie. E ancora: gomme di auto, una vecchia marmitta e addirittura un gigantesco pneumatico. Fare un elenco di tutto quello in cui si si imbatte richiederebbe troppo spazio. Tutto ciò, è facile capirlo, altro non è che un segnale che rende immediatamente comprensibile che ancora oggi molte persone si dimostrano assolutamente non sensibili al tema del rispetto dell'ambiente e sono avvezzi a queste forme di abbandono dei rifiuti. Per fortuna, però, c'è chi ancora vuole ed esige una natura incontaminata e per tale motivo segnala il disagio: «Peccato che un luogo di tale bellezza sia rovinato in questo modo e nessuno si preoccupi di ripulirlo», dice un passante.
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