Il Tirreno

Grosseto

Bagarre politica nel nome del "Profeta"

Fiora Bonelli
Bagarre politica nel nome del "Profeta"

Centro studi Lazzaretti, le dimissioni di Marini diventano un caso

2 MINUTI DI LETTURA





Le dimissioni di Pierluigi Marini da presidente del Centro studi Lazzaretti e la mancata convocazione del Comitato scientifico da parte del Comune di Arcidosso diventa bufera politica. Il capogruppo dell'opposizione Michele Nannetti, infatti, incalza l'amministrazione Landi, avvertendo di essersi già mosso per sapere notizie sulla questione. «Premetto di aver appena depositato - dice Nannetti - un'interrogazione all'assessore alla cultura del Comune di Arcidosso, chiedendo per quali motivi non sia stato convocato il Comitato scientifico del Centro studi David Lazzaretti. Sono tuttavia affranto dalla notizia che il professor Pierluigi Marini abbia dato le dimissioni dalla presidenza.  Egli stesso ha reso nota la notizia sui quotidiani, lamentando di aver "inutilmente" atteso la convocazione del comitato da parte dell'amministrazione arcidossina, nella quale anzi ha sostenuto di aver riscontrato un «inspiegabile silenzio» e perfino «indifferenza, sottovalutazione se non fastidio» sull'argomento. Ma possibile che la nostra amministrazione non consideri di fondamentale importanza, come invece dovrebbe essere, a livello culturale oltreché turistico, la figura di Lazzaretti? Personaggio che è da sempre considerato trascinante a livello internazionale per le proprie idee all'avanguardia, che purtroppo nell'epoca in cui visse vennero valutate come eretiche; ricordato in molti libri tra cui quello di Arrigo Petacco "Il Cristo dell'Amiata", e in vari testi della compianta Anna Innocenti Periccioli. Ricordiamo, tra l'altro, come Lazzaretti sia stato rammentato anche da Chögyal Namkhai Norbu durante il 30º anniversario del Merigar. Ci domandiamo se i nostri amministratori programmeranno almeno qualcosa per ricordare il 130º anniversario dalla morte del Profeta, avvenuta qui ad Arcidosso anche per dare impulso alle idee promosse dal presidente dimissionario. Per il momento e con dispiacere per la collettività, restiamo inermi a osservare un'ulteriore dimostrazione di incapacità del Comune, che non sa neppure alimentare materie storiche come quella sul Profeta Lazzaretti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»