«Pressioni per avviare l'inchiesta» L'ombra di Roma sull'ineleggibilità
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SINDACO Borghi2 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. Il centrosinistra di Gavorrano fa quadrato intorno al sindaco Massimo Borghi sulla vicenda ineleggibilità. Le forze politiche attaccano gli avversari e ne chiamano in causa i vertici provinciali. Intanto, alcuni cittadini propongo manifestazioni e petizioni a sostegno. Al tavolo di ieri mattina tutta la maggioranza: Sel, il Comitato Gente Comune, Socialisti e Verdi. Tutti riuniti per ribadire, in maniera ferma e forte, il proprio sostegno a Borghi, a tranquillizzare i cittadini («il sindaco in questo momento è in Comune a lavorare su autostrada, energie rinnovabili e così via» ha detto il capogruppo Mauro Giusti) e fare il punto sulla vicenda ineleggibilità. «Cos'è più importante: un cavillo burocratico o la volontà di una comunità che per tre volte (primarie 2009 comprese ndc) ha scelto Borghi come proprio sindaco?» dice Rossano Galletti, portavoce Psi. La prefettura, da cui è partita l'azione che porterà la vicenda in tribunale l'8 settembre, è uno dei soggetti più richiamati dalla maggioranza. «Vogliamo avere delle precisazioni. - dice Giusti - Se è vero che il prefetto ha subito delle pressioni da Roma oppure se è stato lui a intraprendere questa via, sollecitando più volte il ministero per avere indicazioni su come muoversi». "Pressioni": una parola che nelle voci di paese circola molto quando si parla di questa vicenda. Un'altra riguarda quell'incontro tra Pd e Pdl tenutosi circa un mese fa, quando «è stato deciso anche se fare o meno ricorso contro l'eleggibilità di Borghi» di Massimiliano Rossi, ieri portavoce del Comitato. Ed è proprio ai due avversari che Rossi lancia un appello, affinchè «si uniscano a eventuali iniziative a sostegno di Borghi per sensibilizzare chi di dovere». Parla della prefettura, perchè «i cittadini ci hanno chiesto di organizzare una manifestazione a Grosseto, così come fare delle petizioni o raccolte firme». Ma su quell'incontro è ancora più esplicito Mauro Giusti, che elenca tre domande, a cui invita a rispondere i vertici provinciali dei partiti. «Cosa ha da spartire il Pd con il programma del Pdl?» che poi continua domandando «come mai a quell'incontro non è stata invitata Gavorrano Democratica?»; ma ancor di più «chiedo: all'incontro hanno partecipato l'Idv, Rifondazione e gli altri alleati del Pd? Vorrei sapere cosa ne pensano i vertici provinciali di questi partiti». Un'incontro che invece non stupisce il consigliere Barbi: «sin dalla sonora sconfitta era chiaro che le minoranze si sarebbero unite per far cadere Borghi». (a.f.)
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