Il presidio
Gori (5 Stelle) avanza alcune proposte per Grosseto
«Non basta l'edilizia per far ripartire l'economia»
◗
Giacomo Gori 3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. I "grillini" tornano a far sentire la propria voce. E lo fanno con il consigliere Giacomo Gori. Partendo dalla situazione nazionale, dal grido d'allarme lanciato dallo stesso ministro Tremonti, l'ex candidato a sindaco del movimento 5 Stelle disegna la propria "ricetta" per il rilancio della Maremma. Una ricetta in più punti, che parte dall'analisi del regolamento urbanistico. «I nostri amministratori locali - dice -, per risolvere apparentemente la crisi, si affidano come sempre è stato fatto in questi ultimi decenni, agli strumenti urbanistici. Questa volta però ad essere in crisi è tutto il sistema e la sua struttura portante. Incentivare la costruzione di case laddove le banche non erogano più mutui per acquistarle, il potere di acquisto della gente è in caduta libera e soprattutto il mercato del lavoro è in crisi nera, significa essere quantomeno miopi e cattivi amministratori. L'edilizia non deve essere considerata un volano dell'economia ma un servizio al cittadino. In questo modo si eviterebbero, oltretutto, situazioni come lo sfruttamento dei lavoratori extracomunitari in nero, squadre di cottimisti che spesso lasciano debiti sparsi in banche e aziende locali, con l'impiego di lavoratori costretti a lavorare a prezzi non competitivi ed in assoluta insicurezza». Quindi - per Gori - non ci sono cure miracolose, ma da qualcosa si può ripartire. «Per fortuna la Maremma - dice ancora -, seppur minata da innumerevoli scempi ambientali succedutesi negli anni, ha tutt'oggi un potenziale agricolo ed ambientale incredibile e da qui dobbiamo ripartire. Priorità assoluta dovrà essere la propensione all'autosufficienza energetica, idrica ed alimentare in Maremma, utilizzando almeno tre possibili strumenti. La produzione alimentare di qualità. Il nostro territorio può ancora consentire di operare in questo settore chiudendo la filiera alimentare, forte di grandi tradizioni agricole largamente sottovalutate, dimenticate e svalutate nel tempo. Insieme alla produzione alimentare di qualità, occorre far nascere una filiera di trasformazione alimentare basata sulla sobrietà, distribuita capillarmente sul territorio produttivo e limitata alla lavorazione, conservazione, promozione e distribuzione del prodotto alimentare Made in Maremma. Il terzo strumento non può che essere il turismo, elemento trainante dell'economia del futuro della Maremma. Proprio per questo stiamo per proporre alla cittadinanza un progetto innovativo, efficiente e partecipato. I periodi di forte crisi sistemica sono anche momenti storici in grado di sviluppare idee innovative e proiettate verso un futuro che non può non essere in armonia con la natura. Ai grossetani servono nuove idee e soprattutto una volontà reale di realizzarle attraverso uno sforzo comune, scevro da campanilismi di parte. Si può fare tutto questo, ad un costo accettabile, soltanto quando i cittadini hanno voglia di fare, i giovani prendono atto delle loro enormi possibilità e la politica si mette davvero al servizio dei cittadini. La salvezza dell'economia dipende solo dalle nostre idee e dalla consapevolezza della nostra forza di cittadini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
