Il Tirreno

Grosseto

L'ira degli operatori balneari

Claudia Della Verde
<b>SOCCORRITORI </b>portano via dalla spiaggia il corpo del piccolo Vittorio
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SOCCORRITORI portano via dalla spiaggia il corpo del piccolo Vittorio

L'accusa: «Cattiva gestione del bene pubblico»

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 ORBETELLO. È forte lo sdegno dei gestori degli stabilimenti balneari della Feniglia contro il Comune di Orbetello, a proposito dei quattro chilometri di spiaggia libera. Quella che appare una maledizione piombata su questa striscia di terra è vista dal consorzio La Feniglia come una cattiva gestione del bene demaniale. Il presidente del consorzio, Vittorio Giacomelli, rimarca il disagio e invita gli organi competenti a mobilitarsi in fretta. «Il Comune di Orbetello dovrebbe rendersi conto della densità dei turisti che ogni weekend occupano le spiagge libere - spiega Giacomelli - Questa costa, considerata finora tra le più sicure al mondo, ha bisogno di una vigilanza più attiva». Per garantire ai vacanzieri e ai residenti la massima sicurezza, l'associazione si è fatta portavoce di una richiesta: quella di reinserire una torretta di sorveglianza, provvista di binocolo e mezzi per il salvataggio, all'altezza del terzo chilometro della lingua di sabbia. La gente del luogo, richiamando alla memoria un tempo non troppo lontano, chiede che sia fatto un passo indietro per andare avanti. Una quindicina di anni fa la stessa spiaggia era sorvegliata da un uomo, Fabio Lubrano, che dalla sua postazione, una torretta installata sul luogo incriminato, monitorava la spiaggia libera. Anche il proprietario del bagno La Zonca, nonché segretario del consorzio La Feniglia Paolo Parisi, punta il dito contro la scarsa manutenzione del litorale. «Un disservizio totale - racconta - la tragedia è stata immensa, ma non fa che mettere in evidenza una reale situazione di abbandono». Così Adriana Di Pasquale, dipendente dello stesso stabilimento che aggiunge: «Già la morte della maestra ci aveva sconvolto, ma ancor più duro è accettare quella di un bambino; ci auguriamo che questa doppia disgrazia metta in moto i provvedimenti». L'accusa non è solo sul Comune ma richiama anche le responsabilità di altri, come i genitori, per un più attento controllo dei propri figli, e del Corpo Forestale dello Stato, il cui intervento è definito «fantasma» da Giacomelli. Il vicequestore della Forestale e capo dell'Ufficio di Follonica che è responsabile della riserva naturale di Feniglia, Stefano Vagniluca, risponde che «la nostra competenza si limita alla riserva, ma applichiamo il buon senso oltre alla norma, intervenendo e collaborando con Guardia Costiera e Croce Rossa in caso di necessità». Condivisione è sulla proposta per una migliore identificazione delle uscite, utile non solo nelle emergenze ma anche come un servizio in più per i turisti.

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