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Buzzetti: «Non minimizzare i rilievi mossi dalla Regione»
Il regolamento urbanistico non piace nemmeno a Sel
Enrico Pizzi
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SEL Davide Buzzetti 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Il sindaco di Grosseto minimizza, ma le richieste della Regione sul regolamento urbanistico non potranno essere ignorate». Il segretario provinciale di Sel, Davide Buzzetti, interviene sulle osservazioni della Regione Toscana al Ru del Comune di Grosseto. E si schiera con la Regione. «Il sindaco - dice Buzzetti - ha giustamente, dal suo punto di vista, cercato di minimizzare, ma le richieste della Regione non potranno e non dovranno essere ignorate. Ci aspettiamo dalla maggioranza un segnale forte. Le critiche della Regione riguardano la concezione stessa del modello di sviluppo del capoluogo». Sel sottolinea la necessità di «bloccare il consumo selvaggio di territorio» e chiede di trovare la chiave dello sviluppo non più nel mattone, ma «nei settori del biologico, ecosostenibilità e turismo». Il segretario di Sel dichiara di voler collaborare con la maggioranza su questi temi, ma chiede «di fare passi coraggiosi»: «ridimensionare fortemente le pretese di nuove costruzioni, valorizzando l'esistente, e mettere uno stop al progetto del Polo Logistico di Braccagni». Anche il consigliere provinciale Pdl Enzo Turbanti, ex assessore comunale all'urbanistica critica il regolamento "rabberciato" all'ultimo momento e pieno di «discrasie e imperfezioni» tanto da richiedere «un ulteriore incarico per correggere gli errori, non solo fisiologici, ma di impostazione». Turbanti ricorda che è stata adottata una variante al piano strutturale che rende generiche le sue previsioni, rimanda al regolamento per la puntuale localizzazione e incrementa il numero di alloggi «mediante l'escamotage di ridurre la superficie per alloggio da 100 a 85 metri quadrati. Se si leggono gli accordi di pianificazione, fu proprio la Provincia a far abbassare da 5.000 a 4.500 unità abitative. Oggi forse essendo dello stesso colore politico si sono dimenticati di tutto». Turbanti sottolinea l'incompleta schedatura dei fabbricati, gli errori con «i colori dei retini grafici con i quali si individuano i "tessuti storici", e gli edifici schedati e classificati in classe 3, con valore storico, solo perché presa per esaustiva la cartografia risultante da voli aerei non più attuali». Per Turbanti, poi, il regolamento non brilla per le progettualità: scarsa attenzione ad arenili e nautica, silenzio sulle aree a prevalente ed esclusiva funzione agricola, sì ad ampliamenti in campagna solo per chi ha già volumetrie oltre 1.500 metri cubi, nulla sullo sviluppo dell'aeroporto. Il Polo di Braccagni, poi, è attaccato al centro abitato e si riconosce la destinazione commerciale dell'area ex Fornace Ghigiotti, «quando - spiega Turbanti - nel 2007 si adottò una variante per trasformarla in area a destinazione artigianale e commerciale all'ingrosso». Senza considerare il terzo polo commerciale dei Poggetti Nuovi e la previsione di insediamenti residenziali vicini all'argine dell'Ombrone, in barba agli allarmi sulla pericolosità del fiume.
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