LA RISPOSTA DEL FIORA
«Tubature vecchie, servono trenta milioni di euro»
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PRESIDENTE. Claudio Ceroni 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Le condotte del Fiora sono in pessime condizioni e «non ci sono i fondi per sostituirli», si lamenta il presidente Claudio Ceroni. Il che tradotto in "soldoni" significa 30 milioni di euro fondamentali a riparare i guasti, ma che il Fiora non ha. Non significa che le casse siano a secco: in realtà l'azienda ha "solo" la metà dei soldi che realmente servono, e più o meno equivalenti alla stessa somma mancante. «Ogni anno spendiamo 25 - 30 milioni per tutte le nostre attività, costruire impianti e depuratori, riparare le tubazioni, ma ne servono davvero il doppio». Il problema è gigantesco e percorre la Maremma in lungo e largo, dove l'acqua zampilla a intervalli frequenti. «Per anni nessuno ha sostituito i 10mila chilometri di tubature che attraversano l'Ato Grosseto Siena»: quei 10mila km in "coabitazione" coi fratelli del Palio, che in provincia di Grosseto significano (più o meno) 5mila km di condotte malandate. Uno sproposito. «La situazione è complessa e richiede investimenti importanti, purtroppo quel che recuperiamo dalla tariffa è poco». Per Ceroni la situazione ottimale «sarebbe che la tariffa stessa finanziasse la gestione ordinaria, cioè le rotture dei tubi e gli interventi di manutenzione, mentre il grosso degli investimenti fosse finanziato dalla fiscalità generale». Altro problema è la situazione di incertezza normativa. «Il referendum c'è stato ma non è ancora stato promulgato. Sarà determinata una nuova tariffa ma ancora non sappiamo quale. Anche gli Ato a fine anno cesseranno l'attività ma manca un nuovo soggetto regolatore che sia nominato dalla Regione». Pure il Governo prima del referendum ha cancellato il comitato di vigilanza sulle risorse idriche. Insomma, niente soldi e un grosso fumo normativo. Il Fiora lancia l'sos. (El. Gi)
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