«Il nostro ospedale non può essere messo in discussione»
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CASTEL DEL PIANO Lingresso dellospedale 2 MINUTI DI LETTURA
MONTE AMIATA. In vista del prossimo 22 luglio, data dell'incontro pubblico a Firenze, con l'assessore alla salute regionale Daniela Scaramuccia, il presidente della Comunità montana Franco Ulivieri alza gli scudi a difesa dell'Ospedale di Castel del Piano: «Abbiamo fatto ogni cosa secondo le linee concordate con la Regione Toscana - afferma Ulivieri - dunque non possiamo essere messi in discussione», dice in relazione ai ventilati tagli. Infatti, dopo la visita della commissione sanità regionale, l'ospedale di Casteldelpiano risulta fra quelli nel mirino della Regione. Gli ospedali piccoli sono troppi, si è detto. Quasi fossero zavorra. Ma la gente non ci sta e non ci stanno neppure le istituzioni. Ulivieri, alla luce del nuovo Piano socio-sanitario integrato regionale (Pssir), ricorda che, fra l'altro, esiste un tavolo di Uncem Toscana che si propone un proficuo rapporto con la Regione Toscana. «Il Tavolo ha come obiettivo principale quello di creare una forte rete di scambio tra tutte le istituzioni che governano le politiche socio-sanitarie, in modo da riuscire ad estendere l'accesso ai servizi socio-sanitari in quelle aree marginali, dove per la bassa densità di popolazione vi è maggiormente la necessità di razionalizzare i costi e garantire al contempo la qualità degli interventi assistenziali. In occasione del nuovo Pssir, è fondamentale giungere ad una definizione condivisa dei servizi e dei presidi ospedalieri da mantenere. Bisogna che la Regione abbia un occhio di riguardo per le piccole realtà territoriali, garantendo l'efficienza ed il buon funzionamento degli ospedali di montagna già accreditati. Nella categoria dei piccoli ospedali rientrano quelle strutture che presentano un numero inferiore a 15 mila accessi annui al pronto soccorso e che, trovandosi in aree periferiche, rappresentano un punto di riferimento per la popolazione». Ulivieri spiega che all'assessore Scaramuccia «noi diremo che abbiamo in questi anni organizzato l'ospedale secondo le linee guida della Regione Toscana con una nuova organizzazione interna (ospedale per intensità di cure) e forte integrazione con il territorio. Vogliamo discutere apertamente dunque, sentendo di aver ottemperato a tutti gli accordi fatti, insieme alla Regione del futuro del nostro piccolo Ospedale di montagna. Bisogna assolutamente trovare una base minima di requisiti necessari a garantire la qualità e la sicurezza della pubblica assistenza per tutti i territori rurali e montani interessati. Giungere insieme alla definizione di alcuni parametri fondamentali è il primo passo per ridisegnare la rete generale dei servizi socio-sanitari, in un disegno complessivo che includa tutte le strutture ospedaliere, dove sono già stati firmati i protocolli che hanno definito tempistiche e modalità per accreditamento e funzionamento dei reparti». Obiettivo di Ulivieri è «mantenere i livelli attuali di assistenza e l'efficienza dei servizi e delle strutture ospedaliere già presenti». (f.b.)
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