Il Tirreno

Grosseto

Amtec, boccata d'ossigeno dopo l'atteso accordo tra azienda e sindacati

Fiora Bonelli
<b>AMTEC. </b>Sembra superata la fase pi&ugrave; delicata
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AMTEC. Sembra superata la fase più delicata

Ora si punta su un piano industriale che finalmente dia certezze ai lavoratori del Monte Amiata

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 AMIATA. Sembra, per ora, sotto controllo la situazione Amtec, l'azienda più prestigiosa dell'Amiata, con i suoi più di 100 lavoratori per prodotti di esclusivo livello e su cui soffiano da tempo venti di crisi. Infatti, dopo l'accordo siglato fra azienda e sindacati, le istituzioni stesse si dicono più tranquille, ma invitano a non abbassare la guardia. «La situazione di Amtec appare, nell'immediato, meno problematica di come si era annunciata, ma resta la preoccupazione per il mantenimento dei livelli occupazionali, sia in termini quantitativi che qualitativi».  «La situazione appare meno problematica di come sembrava, ma resta la preoccupazione per il mantenimento nel medio e lungo periodo dell'occupazione sia in termini quantitativi che qualitativi. Serve un piano industriale che individui strategie di sviluppo certe, in grado di dare continuità all'azienda e tranquillità alle tante persone impiegate nei punti produttivi di Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio». Fabrizio Agnorelli, sindaco di Piancastagnaio, e Patrizia Mantengoli, vicesindaco di Abbadia San Salvatore, intervengono così dopo l'accordo siglato a livello nazionale fra Slex-Elsag, cui fa riferimento Amtec, e i sindacati.  «Quello che ci sta a cuore è il mantenimento delle sedi e dei posti di lavoro. È positivo che si sia superata la fase di incertezza legata al passaggio di proprietà dell'azienda. I nostri Comuni rinnovano la loro vicinanza ai lavoratori di Amtec - concludono Agnorelli e Mantengoli - nonché la loro piena disponibilità a collaborare in ogni modo con i vertici aziendali». La trattativa per dipanare la complicatissima vicenda dell'Amtec, azienda amiatina controllata da Selex-Elsag per la quale era stata attivata circa venti giorni fa la procedura di richiesta di un pesante intervento di cassa integrazione straordinaria ha individuato gli aspetti focali dell'accordo raggiunto tra il coordinamento nazionale delle Rsu di Fiom-Fim-Uilm e azienda: all'introduzione - rispetto a quanto l'azienda aveva proposto - di vincoli ben precisi che eviteranno di scaricare tutti i sacrifici su una ristretta platea di lavoratori. L'accordo di Cigs coinvolgerà tutti i dipendenti anche se con un numero di giornate diversificate in funzione dell'attività svolta. Comunque, il numero massimo di giornate individuali di cassa integrazione non potrà superare le 40 annuali, da effettuarsi per non più di 4 giornate mensili; questa clausola è stata inserita per evitare che l'azienda concentrasse la cassa integrazione a zero ore su pochi lavoratori per periodi lunghissimi, decretandone di fatto la fuoriuscita. Ad alcuni l'azienda ha proposto un percorso di ricollocazione in altre realtà del gruppo, ad altri una riconversione in attività precedentemente non svolte in Amtec. Per questi sarà necessario vigilare, affinché l'azienda rispetti le norme contrattuali senza discriminazioni.

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