MORIRE DI LAVORO
Scia di sangue in Maremma: tre perdono la vita
1 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Morti silenziose, di quelle che non fanno né rumore né clamore. Morti bianche, morti sul lavoro. Con Costantino Annoli, l'agricoltore di 71 anni rimasto schiacciato dal suo trattore, il conto arriva a tre in meno di una settimana. Tre uomini che hanno perso la vita mentre erano al lavoro. Una settimana fa esatta l'incidente nel quale è morto, a Pieve di Soligo in Veneto, il pilota di elicotteri Massimo Alocci, 36 anni di Porto Santo Stefano, fondatore della Racchetta a Capalbio. Due giorni dopo, l'incidente in mare dove ha perso la vita Francesco Ubbriaco, il pescatore sessantenne che era partito per una battuta notturna a bordo del motopesca del figlio Salvatore. Un ferimento sul peschereccio, la caduta in mare e il tentativo disperato del figlio di salvarlo. Si è gettato in mare, hanno nuotato insieme per centinaia di metri. Francesco non ce l'ha fatta, a bordo è stato issato con le cime che era già morto. Ieri mattina è toccato a Costantino Anolli. Nei campi, qualche volta, si muore. È successo a Salvatore Cinelli, 70 anni. È rimasto schiacciato anche lui dal suo trattore un anno e mezzo fa a Magliano in Toscana. Poco prima anche Lino Bacciarelli, 82 anni, perse la vita all'ospedale. Anche lui fu investito dal suo trattore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google