Il Tirreno

Grosseto

Dopo la visita della IV Commissione regionale, parla il direttore generale dell’Asl 9, Fausto Mariotti

«Gli ospedali restano aperti»

Guido Fiorini
<strong>ASL 9. </strong>Il direttore generale Fausto Mariotti
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ASL 9. Il direttore generale Fausto Mariotti

I risparmi limitando i farmaci e razionalizzando il personale

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GROSSETO. I quattro ospedali periferici maremmani non chiuderanno, anche se qualche riorganizzazione dovrà esser fatta, ma la maggior parte del risparmio l'Asl 9 lo ricaverà attraverso una riduzione drastica della spesa farmaceutica, peraltro già avviata, e anche ad una diminuzione del personale, per la quale è già in atto una trattativa con i sindacati. Dopo la visita della commissione Sanità della Regione e dopo l'intervista al Tirreno del presidente, Marco Remaschi, abbiamo chiesto al direttore generale Fausto Mariotti verso quale futuro sta andando la sanità in Provincia di Grosseto. E se davvero il taglio delle risorse regionali imporrà rinunce dolorose.  La Regione trasferirà meno soldi a Grosseto. Eppure qui i conti sono in ordine. «Abbiamo avuto due bilanci in fila in pareggio, il 2009 e il 2010, quindi, in base alle risorse disponibili, abbiamo rispettato i patti. Non siamo certo un'azienda che spreca. Poi è chiaro che qualcosa di sovrafinanziamento abbiamo avuto, ma questo è dovuto alla particolarità del nostro territorio e alle difficoltà a erogare i servizi in una zona che è la meno infrastrutturata della Regione. Però se si guardano i dati si vede che abbiamo il tasso di ospedalizzazione più basso dell'intera Toscana, qui la gente non ne abusa davvero. E poi il sovrafinanziamento va visto anche soppesando i fondi che esulano dal trasferimento principale che la Regione dà in base alla popolazione, con alcuni correttivi: quello per i progetti speciali, quello per la non autosufficienza, quello chiamato "fondo indistinto". Incide anche la distanza dalle tre grandi aziende ospedaliere (Firenze, Pisa, Siena, ndr). Insomma, valutando tutto, il sovrafinanziamento non è così ampio come qualcuno pensa. E poi...»  E poi direttore? «Se questa Asl da due anni consecutivi è ai vertici delle valutazioni dell'istituto Sant'Anna, che fra i parametri mette anche i conti, qualcosa vorrà dire no? Quindi chi parla di sprechi e di ospedali da chiudere, sa di cosa parla?»  Gli ospedali periferici, quindi, sono salvi. Ma dovrete togliere alcuni servizi? «A dire il vero abbiamo già fatto molto chiudendo tutti i punti nascita, visto che erano ben al di sotto degli standard minimi di interventi all'anno. Abbiamo anche già chiuso le chirurgie a Pitigliano e Castel Del Piano, dove ci sono ancora i reparti per i piccoli interventi, ma se si fa qualcosa si fa con équipe che vengono da Grosseto e Orbetello. Insomma, qualcos'altro andrà limato, ma non così sostanziale».  Certo ci saranno da recuperare i circa 12 milioni di euro in meno che arriveranno dalla Regione. Come farete? «Stiamo lavorando da tempo ai piani di rientro, prevedendo che poi la cifra reale sia più bassa. Pensiamo che il primo risparmio possa essere nella riduzione delle prescrizioni di farmaci da parte dei medici di base. Siamo convinti che si possano usare assai meglio. Incidono sul bilancio, protesi comprese, per quasi 90 milioni di euro. Già riuscissimo a limare il 10% saremmo molto avanti. Anche sulla diagnostica per immagini, che ormai facciamo tutta in proprio senza convenzioni, grazie anche alla trasmissione a distanza, possiamo risparmiare».  Ma sarà sufficiente? «Stiamo anche parlando con i sindacati per ridurre il costo del personale che dovrà rientrare in quello del 2004 meno l'1,4%. Con loro la discussione è in corso. Poi vedremo, sulla base del piano sanitario regionale, atteso per metà luglio, e sul quale speriamo di poter dare un contributo propositivo, di quanto ancora ci sarà bisogno».

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