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IL LUTTO

Rientrati tutti i pescherecci L'omaggio al lupo di mare

<b>SOLIDALE.</b> Giancarlo Cerulli
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SOLIDALE. Giancarlo Cerulli

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 PORTO SANTO STEFANO. Essere un lupo di mare non vuol dire essere soli. Vuol dire solo essere marinai esperti. E Franco Ubbriaco, lo era. Per quasi quarant'anni ha lavorato sui motopesca, è stato armatore del motopesca Camillo in società con Luciano Siddi, poi ha continuato a fare il pescatore sui pescherecci a strascico. Su quelle imbarcazioni identiche al Nuovo Provvidenza, che domenica sera ha preso il largo dopo aver mollato gli ormeggi al molo Garibaldi. Sapeva come si stava in mare. E conosceva bene anche le regole del mare. Il suo codice, quello della navigazione, e quello dell'onore. Lo stesso codice che ieri mattina ha spinto Giancarlo Cerulli, altro marittimo che sulle barche si è fatto le ossa e la pelle, a dare l'annuncio a tutti i colleghi della tragedia che si era consumata al largo dell'isola del Giglio. Già la notte, ad accompagnare la salma di Ubbriaco, c'erano altre tre barche. Ieri mattina, poco a poco, tutta la flottiglia di Porto Santo Stefano, quelle quindici barche che erano in mare a pescare sono rientrate piano piano in porto. In silenzio, con rispetto. Quello che si deve portare a un lupo di mare che aveva scelto, dopo la pensione, di cominciare a coltivare l'orto e allevare animali. Ma che ogni tanto sentiva forte il richiamo dell'acqua, delle reti da strascico da calare e tirare su. Proprio come domenica sera. Quando ha deciso di salpare senza pensare nemmeno per un attimo che quella sarebbe stata l'ultima volta che avrebbe solcato le onde. F.G.

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