Il Tirreno

Grosseto

«Basta tensioni fra negozianti»

Gabriele Carotti
<b>SHOPPING. </b>In centro ad Orbetello
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SHOPPING. In centro ad Orbetello

Tellini (Confesercenti) sulla nuova associazione: «Lavoriamo insieme»

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 ORBETELLO. Basta steccati e malumori, è il momento di lavorare insieme. Il geometra Enrico Tellini, presidente della Confesercenti orbetellana, guarda con favore alla nascita dell'associazione dei commercianti del centro.  E in questa lunga intervista che ha voluto rilasciare al "Tirreno" non manca di fare autocritica, quando nota che le associazioni, compresa la sua, in passato non sono state capaci di intercettare e comprendere i problemi del comparto. Un comparto che, di conseguenza, ha cercato nuove forme di aggregazione per far sentire la proppria voce. Ora, però, per Tellini è il momento di fare quadrato, accantonando le tensioni.  Cosa pensa della nascita dell'associazione dei commercianti del centro storico? Vi sentite scavalcati?  «Confesercenti guarda con vivo interesse la neo associazione, è la dimostrazione che c'è voglia di lavorare e di impegnarsi, che ci sono energie sane. Sarebbe miope e riduttivo sentirsi minacciati da questa nuova associazione. Innanzi tutto non abbiamo l'esclusiva su tutti gli esercenti che operano sul territorio; e comunque credo che lo spirito con cui è nata questa nuova associazione sia quello non di contrapporsi alle organizzazioni di categoria, ma quello di lavorare insieme».  Ma perché nasce oggi, dopo le elezioni?  «Evidentemente i tempi sono maturi. Non credo che sia una decisione improvvisata, già da tempo c'erano dei segnali di risveglio nel centro storico. C'era un malumore percepito ovunque e forse, e qui faccio autocritica, le organizzazioni e non solo la mia, non hanno fatto nulla o poco per intercettarlo e rappresentarlo nelle sedi opportune. Per troppo tempo la filiera del commercio è stata trascurata, spesso alcune idee, anche valide, sono nate in modo scoordinato e non partecipato lontane dal normale concetto di programmazione, vanificando energie e denaro. Hanno dato più l'immagine di un settore in preda all'angoscia che alla ricerca di una vera innovazione. E questo ha nociuto all'immagine della categoria».  Sbaglio o la Confesercenti ha la sua idea sul centro storico, è stato lei a proporre la nascita del Centro commerciale naturale?  «È vero; da tempo la Confesercenti pensa che ci siano tutti i presupposti per creare questa opportunità per il centro storico. Lo abbiamo detto e scritto più volte in documenti ufficiali, come le osservazioni al Regolamento Urbanistico, che era tempo, in accordo con le istituzioni, che si doveva procedere verso quella meta, o quanto meno esplorarne le volontà e le possibilità operative. Altri Comuni a noi vicini hanno provveduto alla loro costituzione e stanno sperimentando questa opportunità che peraltro una legge regionale consente e stimola. Ovviamente dobbiamo avere un preciso progetto condiviso e concertato, puntando sulla tipicità, sulla qualità e sulla programmazione. Solo così potremo restituire Orbetello ad un ruolo non solo di vetrina, ma anche sede di eventi cultuali e di curiosità varie, dando spazio alla creatività degli operatori con la partecipazione dell'Amministrazione e della collettività».  Come vede il futuro del comparto commerciale nel Comune?  «Vedo una gran voglia di rimboccarsi le maniche da parte di tutti. Si ha l'impressione che ci sia finalmente una consapevolezza diffusa sui limiti che abbiamo dimostrato, che non sono più sufficienti a mantenerci a galla. Occorre ripartire con le idee chiare e perseverare nei percorsi che verranno disegnati insieme. Occorre tuttavia lavorare sotto una regia autorevole ed altrettanto decisa evitando di innalzare dannosi steccati che non servono, certo, alla crescita».

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