Fabrizio Rossi (Pdl) sulla scofitta e sulla nuova giunta
«Ripartiamo dalle primarie per scegliere i candidati del 2013»
Guido Fiorini
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PDL. Fabrizio Rossi 3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Bene ha fatto il Pdl, a Orbetello, a "spazzare in casa propria" e riorganizzare il partito. Una cosa del genere sarebbe necessaria anche a Grosseto. Parla chiaro Fabrizio Rossi, 36enne avvocato da poco eletto in consiglio comunale con il Centrodestra. «Bisogna ripartire dai giovani - dice - anche a livello locale. Perché il 2013 è dietro l'angolo e non vinciamo un'elezione dal 2001, un po' troppo». Intanto lunedì ha "debuttato" in consiglio comunale. Ha ascoltato la lunga relazione sul programma di Emilio Bonifazi. E prima di guardare in casa propria, dove i problemi peraltro non mancano, Rossi analizza il secondo mandato del sindaco. «La nuova giunta - ci dice -, quasi totalmente rinnovata, certifica il fallimento della prima. È lo stesso Bonifazi a segnare una profonda discontinuità, cambiando gran parte delle persone di fiducia. E del resto anche il programma è lo stesso di cinque anni fa, a testimonianza che poco o nulla è stato fatto, se non l'inopportuno acquisto del teatro Moderno. Ma può un Comune che piange miseria da anni spendere 7 milioni per un cinema?» Però Bonifazi ha vinto le elezioni. «In effetti lui è meno debole di quanto pensavamo. Nonostante le difficoltà che ha trovato nel percorso, è riuscito a saldare la sinistra di apparato e affaristica con il "centrino" dell'Udc. E questo gli è valso la riconferma. È stato bravo, niente da dire». Voi invece non avete fatto un buon risultato. «No, decisamente pessimo. È andato bene solo Mario Lolini, sul piano personale. Ma il partito, anche per il trend nazionale ma non solo, ha perso una montagna di voti. Berlusconi è stato indebolito da un anno di attacchi, poi c'è stato lo strappo di Fini, di fatto il Governo ha interrotto il percorso delle riforme. E questo l'abbiamo pagato anche sul piano locale. Mi auguro che presto il Pdl riesca ad avere un'anima, a strutturarsi come partito, a non essere più solo un comitato elettorale». E sul piano locale? «La logica del 70-30 non funziona più. Qui c'era un accordo per distribuire nei coordinamenti i posti per 7 decimi a Forza Italia e per 3 decimi a An, ma questo ha paralizzato il partito, lasciando spazio a personalismi e nepotismi. Ora serve un rinnovamento profondo. Sono stati bravi a Orbetello a dare un segnale (azzerato il vertice e eletto il nuovo coordinatore, il 29enne Michele Pianelli, ndr), mi aspetto qualcosa del genere anche a Grosseto, precisando che il coordinatore provinciale (Luca Agresti, ndr) è l'ultimo ad avere responsabilità». Le elezioni, in fondo, sono vicine. «Già, dietro l'angolo. E dobbiamo arrivarci con un partito rinnovato e candidature forti. Dal 2001 non vinciamo nulla e abbiamo un'emorragia pesante di voti. Non sappiamo neppure più aggregare le forze di area: pensa che nel 2001 sia Lecci che Bellettini erano con noi... Questo basta a farci ripensare la strategia. E io sono un profondo sostenitore delle primarie: i candidati li scelga la gente, non l'oligarchia del partito».
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