Il presidio
La Bramerini spiega le querele
«Ho solo tutelato la mia onorabilità»
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AMIATA. L'assessore regionale Annarita Bramerini spiega perché ha preso la decisione, per lei inusuale, di sporgere querela contro quattro ambientalisti della zona. «Nella mia esperienza politica e amministrativa - scrive - è la prima volta che mi trovo costretta a sporgere querela. Se l'ho fatto, mio malgrado, è per tutelare qualcosa su cui non posso ammettere che ci siano dubbi o insinuazioni: la mia onorabilità. Di certo non ho preso questa decisione per evitare il confronto, anche quello più duro purché leale. Lo dimostrano i vari incontri e iniziative cui ho spesso partecipato anche scomode per la Regione, dialogando con i rappresentanti dei comitati che sono su posizioni diverse dalle nostre. Ciò non ha però impedito che fossi sempre disponibile all'ascolto, portando naturalmente le posizioni della Regione. Spesso mi sono trovata a affrontare argomenti difficili come la geotermia, e proprio per questo sono stata abituata alla critica politica. Ma se si abbandona il terreno del confronto, duro magari ma corretto, se si passa alla strategia di diffondere affermazioni infamanti e calunniose contro gli interlocutori politici, allora non ci sto. E se in altre occasioni, anche dopo pesanti attacchi su questo tema, ho sempre preferito lasciar correre, di fronte a quanto scritto nelle quattro mail diffuse sulla Rete, inviate a me e ai membri della giunta regionale, non potevo che reagire facendo ricorso alle vie legali con l'avvocatura regionale: per la dignità mia, della Regione e del ruolo che ricopro. Le persone da me querelate non hanno messo in evidenza solo i rischi che secondo loro sono legati alla geotermia, posizione legittima e rispettabile. Nelle loro mail mi hanno accusata di fare indebite pressioni sugli uffici regionali, avanzando intollerabili insinuazioni nei miei confronti. Un'accusa gravissima per un amministratore pubblico, che respingo assolutamente». «Ancor più grave è che queste loro affermazioni siano arrivate in conseguenza a una riunione interna alla Regione e lascino intendere una collusione tra noi e Enel. I dirigenti e i funzionari che hanno partecipato con me a quella conferenza dei servizi sanno bene com'è andato quell'incontro e sanno che niente di quanto è stato diffuso in quelle mail è vero».
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