Dallanno scorso tagli ai volontari: 45 persone prive di aiuto. Linardi assicura impegno
Disabili, la rabbia in prefettura
Francesca Ferri
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LA PROTESTA Massimiliano Frascino e Lorella Ronconi ieri mattina sotto la prefettura «Senza servizio civile è la fine»: petizione con 250 firme
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GROSSETO. Duecentocinquanta firme per aiutare 45 ragazzi disabili. Le hanno consegnate ieri mattina al prefetto Linardi i presidenti delle associazioni Il Sole, Associazioni grossetana genitori bambini portatori di handicap e Comitato provinciale per l'accesso. Che anche quest'anno, come già successo nel 2010, rischiano di non poter contare sui volontari del servizio civile. Che da sette anni aiutano nel progetto "Tempo libero non tempo vuoto", il "gioiello" nato dalla volontà delle tre associazioni che ha rivoluzionato la vita di decine di ragazzi disabili. Per un soffio il progetto l'anno scorso si vide togliere, per la prima volta in sette anni, il sostegno dei volontari del servizio civile, caduto sotto la scure del Governo che nel 2010 tagliò del 30 per cento finanziamenti e posti. Una batosta tremenda per i ragazzi e per le loro famiglie. Con diversi tipi di handicap, fisici e psichici, i ragazzi coinvolti dal progetto "Tempo libero non tempo vuoto" venivano accompagnati dai volontari del servizio civile per intere mattinate e pomeriggi in giro per la città come qualsiasi ragazzo della loro età, compreso uno spuntino al bar, un giro per i negozi, un salto al mercato o a ballare e acquisire così fiducia in se stessi grazie al contatto, non sempre scontato per i ragazzi disabili, immersi fra la gente in un contesto quotidiano. D'altro canto il progetto ha giovato anche alla città che è maturata nel suo confronto con la disabilità. Negozianti, baristi e grossetani si sono abituati a questi ragazzi e hanno imparato a guardare al di là del loro handicap. In più, oltre 30 ragazzi del servizio civile si sono formati al trattamento della disabilità e oggi costituiscono una risorsa preziosissima per la città. L'esclusione dai progetti finanziati per il servizio civile è stata un pugno nello stomaco per tutti, ragazzi disabili, famiglie e volontari. Quest'anno il progetto è stato ripresentato e alla fine di giugno usciranno le graduatorie provvisorie dei progetti ammessi. Per questo Massimiliano Frascino, Alessandro Monaci e Lorella Ronconi, presidenti de Il Sole, Comitato per l'accesso e Aggbph, insieme al presidente dell'Arci servizio civile di Grosseto Spartaco Betti, hanno bussato ieri al rappresentante del governo in provincia con in mano una lettera firmata da 250 famiglie. «Vogliamo far conoscere al prefetto Linardi il progetto - spiega Lorella Ronconi - che ha avuto una ricaduta positiva sia per i destinatari diretti dei servizi erogati, come le attività di socializzazione dei ragazzi diversamente abili, l'accompagnamento alle buone pratiche di inserimento quali l'ippoterapia, i soggiorni estivi, sia per le famiglie di appartenenza. Il prefetto si è informato sullo stato dei lavori e si è impegnato a scrivere una relazione alla presidenza consiglio ministri». L'appello grossetano non ha nessun valore diretto sulla redazione della graduatoria dei progetti da includere nel servizio civile. Rimane però tutta l'importanza di lanciare l'allarme per un'emergenza sociale che, con l'aiuto dei volontari, potrebbe essere risolta in un batter d'occhio.
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