Le norme consentono agli stranieri di andare alle urne solo alle amministrative
La rumena Cristina non vota «Ma per il sindaco l'ho fatto»
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GROSSETO. A due settimane di distanza si è di nuovo presentata al seggio per votare i quattro referendum. Ma, a differenza delle elezioni del sindaco, questa volta Cristina, rumena da sette anni in Italia, non ha potuto ricevere le schede con i quesiti su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Ed è tornata a casa a malincuore. «Ci siamo presentati al seggio di Marina di Grosseto domenica pomeriggio come quindici giorni fa e come avevamo fatto anche due settimane prima», spiega Angelo Tarquini, compagno di Cristina. «Ma questa volta il nome di Cristina non si trovava nell'elenco dei votanti. Gli scrutinatori non riuscivano a spiegarselo e hanno dovuto chiamare l'ufficio elettorale per avere delucidazioni». Dall'ufficio la risposta è stata chiara: com'è noto, gli stranieri anche se residenti in Italia possono votare solo per eleggere il sindaco e la giunta e i rappresentanti al Parlamento europeo, tant'è che la stessa Cristina ha una tessera elettorale europea. Non votano, invece, per le politiche e, appunto, per i referendum nazionali. «Siamo rimasti di stucco - spiega Angelo - non ce lo aspettavamo. Spiace sapere che una parte dei cittadini non partecipa alle decisioni del territorio dove vive e lavora». Se così non fosse stato, in Provincia di Grosseto si sarebbero dovute preparare altre 15mila schede per ciascuno dei quattro referendum. Tanti, infatti, sono gli stranieri residenti sopra i 18 anni (dato riferito al 2009) secondo elaborazioni della Provincia di Grosseto su dati Istat. F.F.
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