Il Tirreno

Grosseto

Centinaia di persone alla cena-festa alla Cava organizzata da Uscita di Sicurezza e dal comitato

Bagno di folla per Bonifazi

Gabriele Baldanzi
<b>LA FESTA. </b>Nelle foto (di Marco Tisi) due momenti della festa a Roselle
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LA FESTA. Nelle foto (di Marco Tisi) due momenti della festa a Roselle

Il sindaco sibillino: «Per ora siamo in otto, poi vedremo»

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 GROSSETO. Iniziamo da chi non c'era. Non c'erano Capperucci e Bastianini. Non c'era la Carbone. Non c'erano Chelini e Marchetti (entrambi in vacanza), oltre a Gabbrielli. Assenti, giustificati, il presidente del comitato elettorale Giuseppe Chigiotti, i neoassessori Carosi e Mancini. La festa alla Cava per Bonifazi sindaco - curata dalla cooperativa Uscita di Sicurezza e dal Comitato elettorale - è stata molto diversa da quella di 5 anni fa, nella pista di via Manetti.  Allora fu un bagno di folla, con tanti cittadini imbucati, Emilio a baciare e abbracciare anche le colonne. L'intervento del presidente della Regione Martini. Mancarono i tavoli, fu spolverata anche l'ultima fetta di pane. Si ballò ben oltre la mezzanotte. Erano i tempi dell' Unione.  Stavolta sobrietà e organizzazione: parcheggiatori all'ingresso, tre casse (offerta minima 10 euro) così da evitare file, posti a sedere per tutti e sul palco due gruppi (il duo di chitarra di Fabrizio Bai e la Betta blues society) a fare sottofondo, senza infastidire i timpani.  Qui, alla Cava, per salutare il successo di "Bonifacio II", in maglioncino blu alla Marchionne (faceva fresco), bisognava venirci apposta. «Scelta ponderata - spiegherà il sindaco - per evitare che una festa nel cuore della città potesse risultare sgradita a qualcuno». Il clima, in effetti, deve ancora svelenirsi.  Il sindaco è stato tra i primi ad arrivare. Un sorriso per tutti, qualche battuta sulla giunta, sulla location. Probabilmente per l'ultima volta, Emilio ha vissuto la marcatura stretta, alla Gentile, di Marco Simiani, la sua ombra in questa interminabile campagna elettorale.  I tavoli, un'ottantina, hanno ri-disegnato amicizie e alleanze all'interno della coalizione. Brogi a tre tavoli da Valentini; la zona Udc, con Tonelli, Bellettini e Cerciello; i giovani dell'Italia dei Valori distanti da Menghetti, Pasquali e i fratelli Falletti. Pare non ci fosse posto al tavolo in cui erano seduti quest'ultimi. E ancora il gruppo Stellini, quello della Laurenti. Panfi e Alessandri, Lunardi con Malentacchi. Paolo Borghi (senza la Daviddi) è stato letteralmente attorniato dal suo entourage. L'assessore regionale Bramerini (in bianco) era a contatto di gomito con Marras e consorte (per entrambi abbronzatura di giornata). La Pinzuti (anch'essa in bianco, abitino aderente di maglia) a poca distanza con donne e uomini della zona nord. Il deputato Luca Sani è arrivato con la moglie e i figli a cena avviata. Beppe Monaci ha mangiato alla sagra del Tortello, a Roselle, e si è presentato a festa quasi conclusa. Resta il dubbio se sia trattato di scelta volontaria o di uno sbaglio di indirizzo.  Tra gli ex assessori hanno presenziato, invece, Frosolini e la Guidoni. Il Psi era al completo, così come Grosseto Insieme, rappresentato da Tei, Treglia e Paolucci. Pochi gli ospiti dagli altri Comuni: Isabella Bolognini (come si fa a non notarla?), una delegazione del Pd di Gavorrano senza big, gli ex sindaci di Monterotondo Bardelloni e Frequenti, il vicesindaco di Orbetello Stoppa, Rolando Stella, il roccastradino direttore del Coeso Fabrizio Boldrini, il presidente del Parco Sammuri, l'ex segretario del partito Marzio Scheggi. Solo per fare qualche nome. Abbronzato e in forma - camicia scura fuori dal pantalone - Saimo Biliotti. A proposito, non si è visto neppure Valente.  A fine cena Emilio Bonifazi ha preso possesso del palco, tra gli applausi. Alle sue spalle è partita, in maxischermo, la carrellata di fotografie sulla campagna elettorale, accompagnata dalla musica dei Cranberries - Linger - e dei Duran Duran - Ordinary world. Il sindaco ha prima ringraziato tutti, poi presentato la giunta e infine lanciato un messaggio tutto da interpretare: «Per il momento partiamo in otto e vediamo. Ma abbiamo un posto in più». Qualche assente avrebbe fatto bene a farlo, un salto alla Cava. Fine delle trasmissioni?  Macchè, il sindaco, dopo essere sceso dal palco, ci risale, si scusa per la dimenticanza e fa anche l'appello al voto per il referendum.

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