Italia
Il dramma di un ristoratore: nel suo locale non va più nessuno
«La mia azienda è in ginocchio per la chiusura della Sarzanese»
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IN CRISI. Il Traccia di vino 3 MINUTI DI LETTURA
MASSA MARITTIMA. Da quando la Sarzanese è chiusa, a fine giornata in cassa ci sono soltanto qualche decina di euro. Troppo poche per restar aperti e far fronte alle spese. E' l'amaro ragionamento che ha dovuto fare il proprietario di un locale nella zona artigianale di Massa, che ha chiuso i battenti finchè non riaprirà la strada. «Dobbiamo stringere i denti» disse il presidente Leonardo Marras quando, il 9 maggio scorso, venne chiusa la strada provinciale che collega Massa Marittima alla costa, in modo da terminare i lavori sul suo tratto. E Salvatore Chiarenza, proprietario del ristorante Traccia di Vino e Sapori, lo ha fatto per quanto ha potuto. Un locale nuovo, aperto nel 2008, proprio all'incrocio della strada con la zona artigianale. Da winebar a merenderia, la Traccia offre ai clienti prima colazione, pranzo, merenda e cena, grazie anche alla sua veranda con ombrelloni ed amache. Le cose stavano iniziando a funzionare per Chiarenza, quando il 9 maggio qualcosa è cambiato. Distante soltanto pochi metri dal cantiere, il ristorante è tagliato fuori dal traffico quotidiano dalla deviazione per Valpiana (sia venendo da Massa che da Follonica), un paio di chilometri prima. In questo modo i clienti sono diminuiti sempre di più e insieme a loro i guadagni, mentre le spese (come l'affitto del fondo) sono rimaste invariate. Alla fine la decisione è arrivata come un mero calcolo matematico: «meglio chiudere». Così il proprietario mercoledì ha spedito un fax in Comune e ai vigili urbani (come da prassi per gli esercizi commerciali), spiegando che i cancelli dell'attività resteranno chiusi di pari passo con la strada. «Inizialmente la riapertura era fissata per il 9, poi è slittata al 15. Inutile stare aperti in questi giorni». Oltre ai lavoratori della zona artigianale, infatti, che passavano la mattina per un caffè o un cappuccino, al locale non andava più nessuno. «Ormai il traffico è dirottato su Valpiana e le poche macchine che passano di qui, vedendo la strada interrotta, invertono la marcia e tornano indietro» racconta Chiarenza. Tutta un'altra musica rispetto a quando la Sarzanese è aperta, perchè «di qui passano non solo i pendolari della zona, ma anche tutti i turisti che arrivano da Arezzo, Siena o Firenze». Per di più «siamo a giugno e questo dovrebbe essere il momento migliore per lavorare». Ci sono poi anche dei disagi minori. La vicinanza al cantiere infatti «sposta verso il locale moltissima polvere - spiega il proprietario - e nei giorni scorso ho trascorso la maggior parte del tempo a pulire». Non è soltanto una questione di igene, perchè «dovesse arrivare un controllo sanitario potrebbero esserci dei problemi». Insomma, la situazione non lasciava altre alternative: «resto chiuso finchè non riapre la strada». Non è una polemica quella di Chiarenza, ma un semplice ragionamento da imprenditore. «Quando vengono prese queste decisioni (quella di chiudere la Sarzanese ndc), - conclude il ristoratore - occorrerebbe anche pensare a delle soluzioni per i lavoratori coinvolti». (a.f.)
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