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Interviene il presidente della Lega che a questo punto si dice attonito. Chiesto un urgente chiarimento
Pesca del «rossetto» di nuovo a rischio
Renzo Wongher
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ANCORATE. Barche da pesca al molo di Porto Santo Stedano Burocrazia italiana ed europea continuano a viaggiare a passo di lumaca
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PORTO S. STEFANO. Ottobre, novembre, dicembre, gennaio, mesi tradizionali per la pesca del rossetto (detto anche bianchetto), sembrano ancora lontani: tra giugno e ottobre c'è ancora di mezzo un'estate intera. E questo sarebbe vero se la burocrazia italiana e anche quella europea viaggiassero veloci. Purtroppo sono lentissime e complicate per cui certe pratiche vanno iniziate con molto anticipo cosa che l'anno scorso non è stata fatta e che i quei ritardi hanno compromesso la stagione di pesca per coloro che catturano con le sottili rete così detta di "tulle" il Rossetto. I pescatori di Porto Santo Stefano e di Porto Ercole, temono che quello che è accaduto l'anno scorso si ripeta anche quest'anno. Scende in campo anche Lega Pesca, che di fronte al crescente e comprensibile disagio delle marinerie tirreniche di Liguria e Toscana, è tornata a denunciare con forte preoccupazione la situazione di stallo cui è legato il destino della pesca tradizionale del rossetto. L'associazione ha sollecitato il ministro Romano, per il Governo italiano, e la Commissaria Ue alla pesca, Maria Damanaki. Ad entrambi chiedono un urgente chiarimento volto a sbloccare l'indispensabile procedura di autorizzazione su cui l'Italia ha già incassato l'unanime consenso della ricerca Unione Europea e, ma che risulterebbe ancora oggi arenata nelle secche della euroburocrazia, con ritardi e lungaggini che i piccoli pescatori non sono più in grado di sopportare. «I pescatori - dichiara Lega Pesca - hanno già visto sfumare la scorsa campagna di pesca, che sarebbe dovuta iniziare in autunno e concludersi in primavera». «Occorre scongiurare a tutti i costi - prosele la Lega Pesca - il rischio che possa andare perduta anche la prossima ed imminente campagna il che sarebbe insostenibile per le microimprese, anche dell'Argentario, che sono dedite a questa attività tradizionale, l'unica praticabile nei mesi invernali». «Non è comprensibile - dichiara Ettore Ianì, presidente di Lega Pesca - che il destino di un numero così significativo di piccole comunità di pescatori, già al centro di una crisi straordinaria, sia sacrificato sull'altare di una confusione di responsabilità paradossale, perché tutti gli attori del processo decisionale hanno dichiarato unanime accordo per la salvaguardia di questo mestiere tradizionale nel quadro dei principi di una pesca sostenibile ed ecocompatibile (il rossetto non è novellame, ma un pesce adulto di piccola taglia). L'Italia, per quanto le compete - continua il presidente -, ha provveduto a stilare in tempo utile un piano di gestione per le cosiddette pesche tradizionali ed i ricercatori di Bruxelles hanno dato via libera al proseguimento della pesca del rossetto nella cosiddetta GSA 9 (Geographical Sub Area) di Liguria e Toscana». «La Commissaria Ue alla pesca, Damanaki, da parte sua - dice -, ha dichiarato, non ultimo lo scorso 27 giugno, in occasione della inaugurazione di Slow Fish a Genova, la disponibilità della Commissione ad autorizzare il proseguimento di questa attività, sollecitando però una iniziativa da parte del Governo italiano». «Un sollecito - conclude - che ci lascia veramente attoniti». Ai pescatori non resta che sperare che nsi ripeta la situazione dello scorso inverno, anche se condividono le perpressità del presidente della Lega Pesca e temono il ripetersi di quanto è già accaduto. I tempi sono brutti, non possono permettersi di stare fermi un'altra volta. Come il presidente sono attoniti per quanto sta accadendo. Un ripallo di responsabilità incomprensibile. Una cosa è chiara. Con la lentezza burocratica non solo non si pesca, ma, soprattutto, non si mangia.
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