Cabine telefoniche addio A Grosseto ne spariranno sette ma una e-mail le può salvare
Lorenzo Santorelli
Poco usate, Telecom è stata autorizzata a rimuoverle I consumatori protestano: «Danno alle fasce più deboli»
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GROSSETO. In Inghilterra sono un emblema nazionale. Il mondo del cinema le ha usate come location di celebri scene, una per tutte l'attacco dei volatili in "Uccelli" di Hitchcock. La maggior parte di noi invece considera le cabine telefoniche come una reliquia dell'era pre-cellulari, skype, e I-pod. Così per le telefonate dentro le vetuste scatole metalliche sembra essere arrivati ormai all'ultima chiamata. Una delibera dell'Agcom, l'Autorità garante delle comunicazioni, pubblicata a gennaio 2010 nella gazzetta ufficiale, autorizza infatti Telecom Italia a rimuovere i telefoni pubblici in eccesso. Saranno sicuramente risparmiati solo quelli presenti negli ospedali, nelle scuole e nelle caserme. Tutti gli altri potranno essere soppressi. Ma c'è una speranza per quei cittadini, soprattutto anziani senza padronanza delle nuove tecnologie, che volessero impedire la rimozione della cabina sotto casa. Infatti su quelle destinate alla soppressione, verrà appeso un cartello rosso con scritto "Questa cabina sarà rimossa dal..." seguito dalla data di cessazione del servizio. Entro 30 giorni dall'affissione del cartello sarà possibile scrivere una e-mail all'indirizzo cabinatelefonica@agcom.it per sospendere la procedura immettendo i propri dati, un recapito, l'indirizzo della cabina e specificando le motivazioni della richiesta. L'Associazione maremmana per le politiche dell'innovazione ha calcolato che nell'ultimo decennio le cabine telefoniche sono diminuite da trecentomila a centotrentamila unità a causa di una riduzione nell'utilizzo da parte degli utenti del novanta per cento. «Questa delibera ci pare sensata - dice il presidente dell' Ampi Marco Gasparri - però è opportuno sottolineare che le cabine telefoniche, seppur poco utilizzate, rappresentano un servizio pubblico ed hanno ancora una loro utenza che negli anni non solo è diminuita ma è anche cambiata. Tutt'oggi vengono utilizzate dalle categorie meno abbienti, dagli immigrati e talvolta dagli anziani che ancora non si sono del tutto abituati all'uso del cellulare». Da parte sua l'Aduc, l'Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, ha preannunciato un esposto contro Telecom Italia per interruzione di pubblico servizio. «In virtù del contratto di servizio che questo gestore ha con lo Stato si deve garantire l'uso base della telefonia ovunque, non solo nelle case degli abbonati», tuona l'associazione. Agcom intanto riferisce che per ogni anno successivo all'entrata in vigore della delibera potranno essere rimosse al massimo trentamila cabine in tutta Italia, e Telecom entro il 31 gennaio di ogni anno dovrà comunicare all'Authority l'aggiornata banca dati della telefonia pubblica. Il provvedimento toccherà Grosseto marginalmente, visto che su 110 cabine presenti nel capoluogo maremmano, solo 7 verranno soppresse a partire dal prossimo 20 giugno. L'Ampi lancia comunque un appello alla cittadinanza «a prestare attenzione ai cartelli sulle cabine e scrivere all'Agcom in modo che alcune di esse, sopratutto nei quartieri periferici e nelle frazioni, vengano salvaguardate». Un appello all' "adozione" che è già stato raccolto al volo con due richieste inviate all'Agcom per le cabine in viale Tirreno e in via Maroncelli. Guarda caso da Marina e a Principina, ovvero frazioni che di servizi ne hanno già talmente pochi...
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