Furto in mensa, rinviato a giudizio
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FURTO. Alla mensa parrocchiale Marocchino accusato anche di ricatto in parrocchia
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GROSSETO. Un furto alla mensa interparrocchiale e un ricatto ai danni del derubato: una ricarica telefonica in cambio della restituzione della merce. Sono le due imputazioni mosse a un cittadino marocchino, Nabil Lamniai, 29 anni, rinviato a giudizio per il 12 ottobre davanti ai giudici del collegio. Deve rispondere degli episodi avvenuti il 9 maggio dell'anno scorso. Secondo l'imputazione, avrebbe rubato con destrezza. un gilet, una giacca con due telefoni cellulari e due mazzi di chiavi a un follonichese settantenne che li aveva riposti nell'appendiabiti all'interno della mensa interparrocchiale "Natale Cantini" di Follonica. Poi avrebbe telefonato al derubato. «Quelle cose non le vedrai più se non mi ricarichi il telefonino». E sarebbe così riuscito a farsi versare in più tranches 55 euro. Secondo l'accusa sostenuta dal pm Coniglio, l'estorsione era aggravata dal fatto che la parte offesa era in casa. L'uomo aveva denunciato il furto e delle indagini si erano occupati i carabinieri della Tenenza di Follonica. I beni sottratti erano poi stati ritrovati.
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