PARI OPPORTUNITÀ
Nel sacchetto del pane lo spot contro la violenza
Elisabetta Giorgi
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IL SACCHETTO ANTIVIOLENZA mostrato dai presidenti Reana De Simone e Leonardo Marras 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Sembra un comune sacchetto per il pane ma non lo è. Marrone, fatto di carta in alcuni tratti plastificata, riporta slogan, smile e numeri di telefono del centro antiviolenza di Grosseto e quelli dei punti di ascolto provinciali di Orbetello, Follonica, Manciano e Castel del Piano. Lo scopo è chiaro. Questa busta sui generis servirà a incartare il pane per i clienti. Cosicché nelle case arriverà di sicuro un messaggio utile contro la violenza (non solo contro le donne, ma anche contro bambini, anziani e immigrati), che altrimenti filtra con difficoltà. "Se non sorridi a causa della violenza, ti ascoltiamo al centro" (segue la stessa frase in inglese): così è scritto nella busta del pane. E sono oltre 50, in provincia di Grosseto, i fornai e i negozi di alimentari che insieme alla grande distribuzione rappresentata da Unicoop Tirreno, Coop amiatina e Sma dal 1º giugno diffonderanno la bustina antiviolenza in 46mila esemplari. L'idea si intitola "Un sorriso nel sacchetto": a lanciarla è stata la Commissione Pari opportunità della Provincia in collaborazione con quella comunale. I soldi per acquistare e stampare le buste arrivano da Rete Imprese Italia (Ascom, Cna, Confartigianato e Confesercenti) insieme alla Camera di Commercio. Ma anche un negozio, Rosati carta, ha fornito a titolo gratuito parte dei sacchetti. Da sottolineare - dice Reana De Simone, presidente provinciale della Commissione pari opportunità - che «grazie alla massiccia adesione dei panificatori e alla collaborazione di tutti i partner siamo riusciti a coprire con la distribuzione tutta la provincia». E la stessa scelta di scrivere il messaggio in due lingue, Italiano e Inglese, serve a coprire più potenziali vittime, compresi i tanti cittadini stranieri che abitano in Maremma. Plauso per l'iniziativa è arrivato dal presidente della Provincia Leonardo Marras. Indignazione nei confronti dei casi di violenza che popolano ancora troppo le cronache giunge invece da Gabriella Lepri, presidente del centro antiviolenza Olympia de Gouges.
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