Altri due fascicoli in Tribunale
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LAREA in zona Commendone sulla quale sorgerà lIpercoop Da mesi si attendono le sentenze dei giudici
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GROSSETO. Liquidata Unicoop, il Tar non ha però finito di occuparsi del commercio grossetano che orbita intorno ai due centri commerciali, quello già in piedi del Casalone e quello in arrivo al Commendone. Altri due ricorsi presentati contro i due "paradisi" dello shopping sono in attesa di sentenza. Il primo, presentato a febbraio 2009, è quello di Ascom Confcommercio e Confesercenti. Il ricorso è formalmente contro il Comune che nel novembre 2008, tra mille veleni, ha approvato la variante anticipatoria al Piano strutturale che consente l'apertura dei cantieri Unicoop al Commendone. Il vero bersaglio delle associazioni di commercianti, di fatto, è Unicoop stessa: il suo futuro centro commerciale di 20mila metri quadrati allo svincolo tra la Senese e Roselle, capace di ospitare grandi catene internazionali, secondo le associazioni segnerebbe la morte del commercio al dettaglio in città. Per di più il piano regionale del commercio fino ad allora vietava la costruzione di strutture superiori ai 15mila metri quadrati. L'ottimismo delle associazioni ha subito un brusco arresto a gennaio 2009, quando la Regione ha confermato il limite a 15mila metri quadri ma ha concesso una deroga a 20mila. «Non abbiamo ancora notizie sulla sentenza», spiega Gloria Faragli, direttrice di Confesercenti. Lo scorso agosto, invece, a rivolgersi al tribunale amministrativo regionale della Toscana è stata Etruria Sma che, con il dito puntato verso l'Iperconad del Casalone, ha cercato fino all'ultimo di scongiurare l'apertura di un concorrente che le avrebbe sottratto clienti e fatturato. A pochi mesi dall'inaugurazione dell'Aurelia Antica e con in mano le proiezioni sulle future perdite in termini di incassi, occupazione e mancata crescita futura, la Sma ha fatto richiesta di sospensiva, in via d'urgenza, perché fosse annullata la decisione della conferenza di servizi tra Comune Regione del maggio 2010 che consentiva l'apertura del Casalone. La richiesta è stata presentata anche da Unicoop che, essendo coinvolta anche per altri versi nella vicenda, oltre alle ragioni avanzate da Sma ha presentato ai giudici fiorentini anche altri elementi in suo favore. La Sma, dal canto suo, ha potuto contare su un dato incontrovertibile e cioè che l'ipermercato della Conad sarebbe sorto a poche centinaia di metri dal supermercato Sma di viale Einaudi. Il Tar, nell'immediato, non ha accolto la richiesta di sospensiva, decisione che ha consentito al Casalone di aprire i battenti il novembre successivo. Ma sul merito del ricorso ancora non ha pronunciato giudizio. F.F.
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