Il Tirreno

Grosseto

Dal Terzo alle Terme l’elenco di Bonifazi delle contraddizioni del Pdl

Scontro diretto sì, ma in tv «La città ha paura della destra»

<b>L&#146;ATTACCO.</b> Il sindaco uscente Emilio Bonifazi
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L’ATTACCO. Il sindaco uscente Emilio Bonifazi

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 GROSSETO. Ormai il finale di partita tra i due candidati alla poltrona di sindaco si gioca tutto sullo scontro mediatico. Sull'invito di un faccia a faccia in pubblico, richiesto da Lolini e declinato da Bonifazi. Al duello in piazza, il sindaco uscente preferisce quello in tv. «Dove il pubblico - spiega - sarà sicuramente superiore. È la città ad aver paura di Lolini e della destra».  Per Bonifazi, a parlare sono i dati usciti dalle urne. «Hanno toccato il minimo storico come coalizione e come candidato - dice - non sono infatti io a temere un confronto vero, dopo averne fatti già numerosi in luoghi pubblici con tutti i candidati del primo turno e averne altrettanti in programma con i giornali e in tutte le tv. La realtà è che Lolini non cerca affatto il confronto ma solo lo scontro». Il motivo della richiesta di Lolini, per Bonifazi è questo. «Lolini si presenta come il nuovo ma viene da 15 anni di attività politica nei consigli comunali e nelle giunte. È stato presidente del Terzo e, solo per fare un esempio, fautore dell'ottusa scelta di costruire un inutile e costoso barcone sull'Ombrone dove anche i sassi sanno che sarebbe stato spazzato via. Stiamo parlando di un uomo che ha atteso inutilmente per anni una candidatura che premiasse la militanza nelle stesse forze politiche che ci hanno governati e indebitati per anni». Per il sindaco uscente la destra rappresentata dal suo avversario è la destra che ha costretto la città all'arbitrato infinito di Roselle. «Nessuno - dice - né la giunta Antichi né la società a cui si erano affidati, aveva mai avuto la seria intenzione di fare le Terme, come ha certificato un lodo arbitrale e non il sottoscritto. La stessa destra che ha lasciato un buco di bilancio di 8 milioni di euro che noi abbiamo risanato. Che ha ritenuto utile ipotizzare un arco di trionfo all'ingresso della città o che ha speso quattro volte quello che spendiamo ora in consulenze». E poi ci sarebbe, per Bonifazi, la mancanza di investimenti nel settore culturale «per il quale il centrosinistra ha invece investito somme senza precedenti, aprendo un teatro comunale da oltre 1000 posti, riaprendo il Museo di Storia Naturale, ponendo le basi per la futura Pinacoteca, moltiplicando gli spazi espositivi e potrei andare avanti». La destra di Lolini sarebbe anche la stessa destra che «ha comprato e reso di fatto permanente la struttura del Poggio, che ha speso la metà di quello che spendiamo noi per il sociale, o ancora che ha pavimentato il centro così male che ci converrà rifarlo nuovo». Per il sindaco uscente, quindi, votare il centrodestra significa votare chi propone di delocalizzare in periferia i locali dopo aver per anni detto che il centro va reso più vivo e appoggiare la proposta di azzerare la raccolta differenziata.  «Significa votare una classe dirigente supina ai voleri del Governo che taglia sulle università - aggiunge - sulla cultura e sul welfare e silenziosa sui referendum avallando di fatto il nucleare e la disparità dei cittadini di fronte alla legge». Tutte cose che Lolini e Bonifazi hanno discusso in pubblico nelle settimane prima del voto. «E continueremo a farlo nei prossimi giorni - dice - Perché dunque si vuole organizzare un incontro in piazza tra opposte tifoserie al quale assisterebbero molte meno persone di quelle che ci vedranno in televisione? Secondo me solo per scatenare polemiche nella speranza che servano a recuperare un distacco siderale. Mosse spettacolari ma disperate. Grosseto non consentirà alla destra di fargli quello che gli ha già fatto dal 1997 al 2006 con gli applausi e il contributo di Mario Lolini».

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