Ora l'incognita sono le alleanze
Bonifazi invita gli elettori di sinistra a votare per lui Lolini invece spera nell'appoggio delle liste civiche
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GROSSETO. Emilio Bonifazi e Mario Lolini di nuovo in corsa per il voto del ballottaggio, con Bonifazi che ribadisce di non voler cercare apparentamenti e Lolini che, invece, è pronto a chiedere i voti anche agli elettori della sinistra e sfida l'avversario a confronti in pubblico. Lolini è certamente il candidato più soddisfatto per il risultato del primo turno. «Credo - dice - che per Bonifazi sia un grande problema andare al secondo turno, perché in tutta Italia c'è stata debacle delle liste di centrodestra, mentre qui è stato il contrario. Un risultato voluto proprio da lui, visto che Bonifazi, se avesse mantenuto la stessa alleanza di prima sarebbe arrivato ad una riconferma». Motivo di soddisfazione, per Mario Lolini, è il risultato della lista che porta il suo nome e che ha sfiorato il 10 per cento. «È stato un grande successo: una lista che porta il mio nome è diventata il terzo partito in città, mi sembra già una vittoria» e poi ha consentito al centrodestra di recuperare una buona parte dei voti che il Pdl ha perso rispetto a cinque anni prima. Adesso c'è da guardare al ballottaggio e Lolini si chiede come mai Bonifazi continui a irrigidirsi nei confronti della sinistra. «Per quanto mi riguarda, sono libero, è ovvio che il mio invito, per la sinistra, è all'elettorato, ma dal momento che ci sono stati cinque candidati a sindaco che rappresentavano un'alternativa di governo, mi auguro che tutte le alternative convergano su di me». In ogni caso Lolini non esclude apparentamenti con alcune liste come quelal di Felicioni o quelal del Mat. Tutto, comunque, ancora da discutere. Il sindaco uscente trova, oggi, una spalla nel segretario regionale Andrea Manciulli che sottolinea che nel capoluogo maremmano serviva un'alleanza ampia, che andasse dall'Udc alla sinistra e dice anche che senza l'Udc, ma con la sinistra, stando ai numeri, Bonifazi non avrebbe comunque vinto. Ma adesso richiede a tutti uno sforzo di unità. Bonifazi spiega che «con la sinistra si era avviato un percorso per aprire un dialogo con l'Udc, e a Castiglione o a Orbetello - aggiunge - un ampliamento dell'alleanza è stato fatto». Se di mezzo non ci si fosse messa la Fds, e soprattutto i Comunisti italiani, questo sarebbe stato il percorso. Bonifazi spiega che le parole di Manciulli non sono da interpretare nel senso di un invito ad un apparentamento, ma ad un dialogo che va ripreso, mentre, in questa fase, lui si rivolge agli elettori. «Se anche i vertici nazionali di Sel hanno sentito il bisogno di dare indicazioni di voto per i candidati del centrosinistra - dice - è perché ci sono cose, nei programmi, che sono condivisibili». E.P.
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