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Grosseto

Incidente sul lavoro, condannato Landi

Incidente sul lavoro, condannato Landi

Il sindaco era imputato perché direttore dello stabilimento Unibon

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SANTA FIORA. Trecento euro di multa la condanna per Emilio Landi per un incidente sul lavoro nel quale nel 2006 era rimasta gravemente ferita un'operaia dello stabilimento Unibon di Bagnore. Il sindaco di Arcidosso era imputato in questo processo esclusivamente in qualità di direttore dello stabilimento "Amiata". Con lui sono stati condannati alla stessa pena anche Stefano Battisti, responsabile del servizio prevenzione e protezione, e Claudio Bertoldi, vice capo reparto della lavorazione "teneroni" e capo turno al momento dell'infortunio. Il giudice Puliatti ha concesso il condono a tutti e, al solo Bertoldi, anche la non menzione. Un quarto imputato, Angelo Pieri, capo reparto "teneroni" è stato assolto per non aver commesso il fatto. Per lui e per Bertoldi, il pm onorario Dompetrini aveva sollecitato 500 euro di multa; per Landi e per Battisti, invece, 3 mesi. Le motivazioni saranno depositate fra due mesi.  L'incidente sul lavoro accadde il 25 febbraio 2006. Vittima dell'incidente Manijeh Tahmasebikia, 46 anni, abitante a Vallerona, che quel giorno fu trasportata urgentemente da Pegaso al Cto di Firenze, a causa della gravità delle lesioni riportate alla mano.  Ferite e fratture delle dita della mano sinistra con amputazione delle ultime due falangi del dito anulare sinistro; postumi permanenti valutati nella misura del 16%; ben 142 giorni di guarigione; e l'indebolimento permanente della mano.  Gli imputati, secondo la Procura (che aveva affidato una perizia all'ingegner Domenico Trovato di Livorno), non avrebbero adottato le misure tecniche, organizzative e procedurali al fine di garantire che la macchina porzionatrice bilama venisse utilizzata correttamente secondo le istruzioni del fabbricante e che venisse sottoposta ad adeguata manutenzione.  Inoltre, gli imputati avrebbero tollerato che i lavoratori inserissero le mani in prossimità delle lame per procedere alla pulizia. Perché Manijeh aveva proprio provato, secondo la ricostruzione, a pulire la lama di taglio passando con le dita della mano sinistra lungo il filo della lama di quella macchina.  La donna - che all'epoca lavorava nello stabilimento da circa 5 anni - non avrebbe insomma avuto il tempo di togliere la mano di fronte all'improvviso avvio della porzionatrice. Era stata soccorsa dai colleghi, che avevano recuperto le falangi e le avevano messe sotto ghiaccio per il futuro intervento.  Quel giorno lo stesso Landi spiegò che la macchina era dotata di due congegni di sicurezza. P.S.

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