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Cristina Citerni soddisfatta del suo 8 per cento
«Mi pare chiaro, senza Sinistra a Grosseto non si può vincere»
Lorenzo Santorelli
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TERZA Cristina Citerni2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «E' un risultato importante sia numericamente che da un punto di vista politico. E' stato dimostrato che senza la sinistra non si vince». A caldo, con venticinque sezioni ancora da scrutinare, Cristina Citerni commenta così il risultato che la vede oscillare a cavallo dell'8%. «L'autosufficienza che Bonifazi ha tanto sbandierato si è dimostrata non veritiera. Per un sindaco uscente, al primo mandato, andare al ballottaggio non è sicuramente una dimostrazione di forza». A proposito di ballottaggio, la linea è quella della non ingerenza. «Bonifazi ha detto che non ha bisogno della sinistra quindi è un problema che riguarda lui. Noi non siamo i padroni del nostro elettorato, siccome lui ha detto che si rivolgerà ai cittadini e non ai partiti, vedremo quali argomenti userà per convincere i nostri elettori che fino ad oggi ha snobbato». Inevitabile una stoccata sulle alleanze. «I dati fino ad ora danno Udc e Api al 4,7%. Con il nostro apporto superiore all' 8% ci sarebbe stata una vittoria al primo turno, evidentemente Bonifazi aveva altri scopi.». Un risultato in linea con le precedenti elezioni amministrative del 2006 (Rifondazione Comunista 5,2%, Comunisti Italiani 2,5%, Verdi con Italia dei Valori 1,4%) ma inferiore rispetto alle provinciali del 2009 (Sinistra per la provincia di Grosseto, in appoggio a Marras, 6,8%, Rifondazione Comunista sostenendo Barocci ed i Comunisti Italiani con Rizzo rispettivamente al 3,2% e 2,3%). «E' stato costruito ad arte un clima di paura al fine di incentivare il voto utile, quando in realtà tutti i sondaggi davano Lolini ampiamente staccato. Non penso che l'assenza di Vendola abbia influito, il nostro elettorato guarda la competenza e non si lascia incantare da sirene mediatiche».
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