Il Tirreno

Grosseto

Bonifazi esulta senza troppi sorrisi

Francesca Ferri
<strong>COMITATO ELETTORALE </strong>L’attesa al quartier generale di Emilio Bonifazi
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COMITATO ELETTORALE L’attesa al quartier generale di Emilio Bonifazi

Il sindaco uscente: «Per il ballottaggio parlo ai cittadini non ai partiti»

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GROSSETO. Bonifazi non ce la fa a bissare il risultato del 2006 quando, con il 51,8 per cento delle preferenze, diventò sindaco di Grosseto al primo turno. Con poco più del 45 per cento dovrà ripresentarsi fra due settimane al ballottaggio con lo sfidante sostenuto dal centrodestra Mario Lolini.

«Abbiamo comunque fatto un buon risultato, contando che non avevamo con noi le forze di estrema sinistra», spiega.

Sorriso tirato, delusione evidente, alla fine di una giornata di attesa estenuante per risultati che non arrivavano mai, Bonifazi stringe la mano allo sfidante Lolini e aspetta il bis, comunque non intimorito dalla nuova maratona che lo attende.

«Rispetto al 2006 il candidato del centrodestra ha una percentuale più bassa di preferenze - spiega Bonifazi - perché l'altra volta i due candidati di quell'area hanno raggiunto insieme oltre il 41 per cento». Una consolazione amara per una vittoria che, con altri alleati, poteva essere raggiunta subito?

«Sono alleanze diverse - spiega Bonifazi riferito al nuovo sodalizio con l'Udc che ha di fatto tolto dalla coalizione Sel- l'altra volta era un'unione che andava dall'estrema sinistra fino all'Udeur. Non c'erano forze politiche che si confrontavano come ora. L'alleanza con l'Udc non ha quella capienza numerica. C'è poi stato un ulteriore astensionismo rispetto alle precedenti elezioni del 3 per cento e l'astensionismo non è mai un dato positivo. Purtroppo è un trend che aumenta e di cui dobbiamo tener conto, perché raccoglie la disaffezione dei cittadini per la politica. C'è da dire però che questa volta una forza politica che intendeva combattere la disaffezione c'era; il risultato dei Grillini, al 5 per cento, è interessante».

Impressionante anche il numero delle schede nulle, che superano abbontantemnte il migliaio. «C'è chi ha cercato di dare il voto disgiunto e ha sbagliato - spiega Bonifazi - ma non credo sia un problema del numero di candidati. L'altra volta eravamo addirittura sette».

Diversa la distribuzione del voto nelle sezioni grossetane. Bonifazi ha superato il 50 per cento nelle zone di Barbanella, viale Einaudi, Rispescia e Montepescali, con l'exploit dei votanti della sezione 34, al seggio della scuola elementare di viale De Amicis, dove ha raccolto addirittura il 56 per cento. Il seggio che ha portato meno preferenze è quello della sezione elettorale di piazza Rosselli, dove vota la gran parte dei residenti del centro storico e dove Lolini ha portato a casa la percentuale di voti più alta, oltre il 48 per cento. En plein all'ospedale: i ricoverati al misericordia gli accordano il 100 per 100 delle preferenze. Ma non è bastato.

Lo consolano, però, alcuni dati. Bonifazi è sempre rimasto in testa, con un picco del 48 per cento alle 19, un calo che ha toccato il 44 e mezzo poco dopo le 20.30 e una ripresa, ripartita alle 21 del 45,57, contro il 35-36 per cento sul quale si è attestato Mario Lolini.

Uno scarto che non è bastato a garantire quel passaggio al primo turno che lo stesso Bonifazi aveva auspicato nell'ultimo comizio elettorale. In alcuni momenti del lungo pomeriggio di conta, la differenza tra i due sfidanti è stata di 800 voti.

«Abbiamo comunque sempre mantenuto un vantaggio di circa dieci punti. Del resto quando si fanno scelte, poi si portano avanti», spiega Bonifazi.

Per il 29 maggio, però, nessuna alleanza dell'ultimo minuto, nessun inciucio. Il suo appello Bonifazi lo fa agli elettori, non ai partiti. «Mi rivolgo a tutti gli elettori, anche quelli della sinistra invitandoli a votarmi», spiega. «Manterrò gli impegni presi, ma non voglio alleanze strategiche».

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