Il presidio
"Controlleremo il voto". "È reato"Polemica infuocata Rossi-Faenzi E la procura apre un'inchiesta
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Monica FaenziIl presidente della Regione: "Annunciare presidi ai seggi contro il voto e monitorare chi andrà a votare è un reato". La replica della sindaca: i fuorilegge siete voi. I magistrati aprono un fascicolo di indagine senza indagati
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La procura della Repubblica di Grosseto ha aperto un fascicolo, senza indagati, in seguito a quanto pubblicato dalla stampa sul clima della campagna elettorale a Castiglione della Pescaia, uno tra i comuni toscani che andranno al voto il 15 e 16 maggio. Intanto i candidati della lista di centrosinistra "Insieme per Castiglione", che esprime come aspirante sindaco Giancarlo Farnetani, hanno inviato nel pomeriggio un esposto alla stessa procura e anche al prefetto denunciando in sostanza una turbativa delle operazioni di voto in seguito a quanto detto da Monica Faenzi (Pdl), sindaco uscente di Castiglione. Quest'ultima, dopo l'esclusione dalle amministrative della lista di centrodestra per un problema di documentazione, ha invitato all'astensione. L'esposto, secondo quanto spiegato, riguarda sia le modalità dell'appello a non andare a votare, con campagne telefoniche, sia l'annuncio della Faenzi di voler monitorare il voto a distanza, interpretato dagli avversari come una sorta di schedatura degli elettori.
Già nel corso della giornata la polemica tra Monica Faenzi e Enrico Rossi si era infiammata. Per il governatore della Toscana Enrico Rossi annunciare presidi ai seggi contro il voto e monitorare chi andrà a votare, è un reato anche in considerazione del fatto che la portavoce del Pdl toscano Monica Faenzi è sindaco uscente. «Mentre il Presidente della Repubblica invita a far sì che "la lotta politica non sia guerra" - dice Rossi - , dall'altra Monica Faenzi, portavoce del Pdl toscano, annuncia "presidi ai seggi contro il voto, e chi andrà a votare sarà monitorato". Ebbene, ricordo alla "SignoraNonloSa" che tale condotta è penalmente sanzionata dagli articoli 87 e 88 del Dpr n. 570 del 1960 che disciplina le elezioni comunali e provinciali: norme che prevedono multe e perfino la reclusione fino a 5 anni per chi limita la libertà degli elettori o esercita pressioni per costringerli ad astenersi dal voto o per chi, investito di un pubblico ufficio, abusa delle proprie attribuzioni inducendo gli elettori all'astensione».
Per la esponente di centrodestra «quando la legge stabilisce un quorum - spiega Faenzi - come nei referendum, l'elettore ha davanti a sé due possibilità: andare o non andare a votare. Non andare a votare è una scelta politica legittima ovvero espressamente prevista dalla legge. Al contrario indurre gli elettori a recarsi alle urne, paventando l'esistenza di un dovere civico che invece in questo caso non sussiste, è un reato specifico per il quale già in passato amministratori di sinistra sono stati condannati».
«Noi - aggiunge la portavoce del centrodestra - non andremo affatto a presidiare o controllare i seggi elettorali come alcuni hanno scritto. Questo è solo ciò che fa piacere e comodo affermare alla sinistra e ai giornali ad essa legati. Come ho detto noi ci limiteremo solamente a monitorare il voto a distanza, come del resto è consuetudine fare, da ogni parte politica, nei giorni delle elezioni. Questa una prassi legale e regolare, ben differente da ciò che ci viene attribuito in maniera tendenziosa e strumentale. Controlleremo il regolare andamento del voto perchè temiamo che ci possano essere coercizioni ad andare alle urne, visto che il candidato della sinistra a Castiglione della Pescaia, Giancarlo Farnetani, ha paura di non raggiungere il doppio quorum previsto dalla legge e che invaliderebbe le elezioni».
Un intervento della magistratura era stato auspicato dal deputato Pd Luca Sani: «Ritengo che la portata dei fatti verificatisi in questi giorni richieda un'iniziativa diretta dell'Autorità giudiziaria perchè sia fatta la massima chiarezza». Sani ha incontrato la viceprefetto di Grosseto Vincenza Filippi per riferirle «delle segnalazioni che ha ricevuto, relativamente a episodi di pressione sui cittadini castiglionesi per non prendere parte alle prossime elezioni amministrative, e del clima politico avvelenato che turba la campagna elettorale nel paese costiero».
Già nel corso della giornata la polemica tra Monica Faenzi e Enrico Rossi si era infiammata. Per il governatore della Toscana Enrico Rossi annunciare presidi ai seggi contro il voto e monitorare chi andrà a votare, è un reato anche in considerazione del fatto che la portavoce del Pdl toscano Monica Faenzi è sindaco uscente. «Mentre il Presidente della Repubblica invita a far sì che "la lotta politica non sia guerra" - dice Rossi - , dall'altra Monica Faenzi, portavoce del Pdl toscano, annuncia "presidi ai seggi contro il voto, e chi andrà a votare sarà monitorato". Ebbene, ricordo alla "SignoraNonloSa" che tale condotta è penalmente sanzionata dagli articoli 87 e 88 del Dpr n. 570 del 1960 che disciplina le elezioni comunali e provinciali: norme che prevedono multe e perfino la reclusione fino a 5 anni per chi limita la libertà degli elettori o esercita pressioni per costringerli ad astenersi dal voto o per chi, investito di un pubblico ufficio, abusa delle proprie attribuzioni inducendo gli elettori all'astensione».
Per la esponente di centrodestra «quando la legge stabilisce un quorum - spiega Faenzi - come nei referendum, l'elettore ha davanti a sé due possibilità: andare o non andare a votare. Non andare a votare è una scelta politica legittima ovvero espressamente prevista dalla legge. Al contrario indurre gli elettori a recarsi alle urne, paventando l'esistenza di un dovere civico che invece in questo caso non sussiste, è un reato specifico per il quale già in passato amministratori di sinistra sono stati condannati».
«Noi - aggiunge la portavoce del centrodestra - non andremo affatto a presidiare o controllare i seggi elettorali come alcuni hanno scritto. Questo è solo ciò che fa piacere e comodo affermare alla sinistra e ai giornali ad essa legati. Come ho detto noi ci limiteremo solamente a monitorare il voto a distanza, come del resto è consuetudine fare, da ogni parte politica, nei giorni delle elezioni. Questa una prassi legale e regolare, ben differente da ciò che ci viene attribuito in maniera tendenziosa e strumentale. Controlleremo il regolare andamento del voto perchè temiamo che ci possano essere coercizioni ad andare alle urne, visto che il candidato della sinistra a Castiglione della Pescaia, Giancarlo Farnetani, ha paura di non raggiungere il doppio quorum previsto dalla legge e che invaliderebbe le elezioni».
Un intervento della magistratura era stato auspicato dal deputato Pd Luca Sani: «Ritengo che la portata dei fatti verificatisi in questi giorni richieda un'iniziativa diretta dell'Autorità giudiziaria perchè sia fatta la massima chiarezza». Sani ha incontrato la viceprefetto di Grosseto Vincenza Filippi per riferirle «delle segnalazioni che ha ricevuto, relativamente a episodi di pressione sui cittadini castiglionesi per non prendere parte alle prossime elezioni amministrative, e del clima politico avvelenato che turba la campagna elettorale nel paese costiero».
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