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Grosseto

Autorità portuale regionale, ci siamo

Renzo Wongher
<b>NOVIT&Agrave; </b>per i porti toscani e quindi per Porto S.Stefano
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NOVITÀ per i porti toscani e quindi per Porto S.Stefano

Porto S.Stefano interessato dalla legge che disciplina le varie funzioni L'assessore Ceccobao: «Non interferisce con le competenze comunali»

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 PORTO S.STEFANO. Mentre a Porto S. Stefano l' argomento del giorno continuano ad essere i pontili galleggianti e le concessioni demaniali all'interno del porto del Valle, il tutto inquadrato in uno scenario che pone al centro la nautica da diporto, a Firenze pare ci sia una visione diversa delle strutture e delle funzioni del bacino portuale santostefanese.  Infatti procede a tutto vapore l'iter riguardante la proposta di legge sulla Autorità portuale regionale che interessa Viareggio, Porto S. Stefano ed altri due porti toscani di "interesse regionale". La Regione tramite un comunicato fa sapere che «vi è condivisione piena delle categorie produttive, economiche e sociali al documento preliminare sulla proposta di legge che istituisce la nuova Autorità portuale regionale». È quanto emerso nella seduta del 10 maggio del tavolo generale di concertazione, convocato dalla Regione, dove è stato discusso il testo illustrato dall'assessore a trasporti e infrastrutture, Luca Ceccobao. «L'Autorità - ha sottolineato Ceccobao - nasce per garantire che le risorse pubbliche investite sui porti regionali producano effetti in tempi brevi. Per questo siamo di fronte ad una proposta di legge che intende disciplinare in modo più efficace l'esercizio delle funzioni dei porti regionali: la pianificazione delle aree portuali, la programmazione dei lavori pubblici, la progettazione ed esecuzione dei lavori programmati, il rilascio e la gestione delle concessioni demaniali nelle aree portuali».  In merito agli strumenti urbanistici, l'assessore Ceccobao ha assicurato «che le competenze e le funzioni della nuova Autorità Portuale non andranno ad interferire con le competenze delle amministrazioni comunali in merito al piano strutturale dei singoli comuni. Il piano regolatore portuale, che dovrà rimanere coordinato a livello comunale con il piano strutturale (e più in generale con il Ptc ed il Pit), sarà adottato dal comitato portuale». Di tale comitato faranno parte il presidente della Provincia ed il sindaco del comune di volta in volta interessato, per poi essere approvato dal consiglio regionale. Il procedimento sarà analogo a quello disciplinato dalla legge 84/1994 relativo ai porti di interesse nazionale. Eppure di queste cose a Porto S. Stefano nessuno parla.  

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