Le ragazze del "Rosmini" «I candidati si ricordino che noi siamo una risorsa»
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ROSMINI. Le studentesse al nostro incontro con i candidati Il loro intervento al nostro dibattito ha colpito la sala «I giovani non sono un problema, ma un investimento»
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GROSSETO. «Per noi la politica è partecipazione, dialogo e fraternità». Insieme alla loro insegnante di diritto Marilena Simoncelli, alcune studentesse del "Rosmini", protagoniste al nostro incontro pubblico con i candidati, ci raccontano quale sia la loro concezione di politica, con alcune proposte concrete in un percorso che porterà alla nascita di un forum giovanile. «E' sbagliato considerare la politica come il mero esercizio del diritto di voto - ha premesso la docente - così come non possiamo vedere solo i lati oscuri come corruzione o scontro permanente». Da qui è nata l'idea di una serie di incontri, culminati nel dibattito con la ex parlamentare e presidente del "Movimento politico per l'unità" Lucia Fronza: «Ha paragonato la politica ad un compasso - ricorda Simoncelli - che per realizzare un cerchio deve essere puntato sul centro, ovvero sui più deboli. Ci ha lasciati con una domanda: chiedetevi a Grosseto chi è più debole». Così un gruppo composto da una quindicina di studentesse si è incontrato per leggere e confrontare i programmi dei sei candidati a sindaco. «E' vero che i più deboli possono essere aiutati in molti modi - dice Samira Bazzani - ma la politica è la modalità più concreta per attuare le idee. Noi giovani dovremmo capire le difficoltà di governare per il bene comune e non per una parte sola. Purtroppo in pochi leggono i giornali e si aggiornano». «Questo perché mancano gli stimoli e si preferisce delegare agli adulti - aggiunge Luisa Marchionni - per poi nascondersi dietro al "tanto sono tutti uguali"». «Ascoltando anche i candidati sindaco - sottolinea Elena Sofia Fanciulli - è emerso come molti di loro intendano i giovani come una questione da risolvere e non il futuro nel quale investire. Si è parlato molto del problema della "movida" in centro ma non della creazione di iniziative dedicate ai giovani». «Siccome le classi dirigenti non sempre sono da esempio - aggiunge Francesca Pepi - allora vogliamo esserlo noi muovendoci in prima persona». Le studentesse hanno quindi rivolto tre domande ai candidati sindaco. «Molti ragazzi non vedono l'ora di andare via perché Grosseto sembra loro una città morta, come pensate di renderla più viva e vivibile? Gli assessori verranno nominati in base alla competenza o rispettando solo gli equilibri politici? Cosa farete per permettere ai giovani di accedere alle attività ricreative che spesso non sono alla nostra portata economica?». Per quest'ultima domanda hanno suggerito anche una risposta. «In nome della tanto sbandierata meritocrazia, si potrebbe creare una carta dello studente che in base ai voti garantisca degli sconti variabili, premiando i più bravi con un maggior risparmio». (lo.sa.)
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