A Massa famiglie di rifugiati politici
Alfredo Faetti
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RIFUGIO SANTANNA Ha già ospitato nelle settimane scorse decine di profughi provenienti dallAfrica Vengono dalla Libia e staranno più dei loro connazionali
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MASSA MARITTIMA. Il Sant'Anna torna protagonista nel piano della Regione nell'accoglienza agli immigrati. Sono 17 stavolta i profughi, arrivati in serata, divisi in nuclei familiari, alcuni con bambini. A Massa Marittima tutto è pronto per ospitarli, grazie all'impegno degli stessi soggetti attivi il mese scorso. Era nell'aria. La comunicazione arrivata da Firenze ieri non ha sorpreso nessuno nè a Massa Marittima nè negli altri enti come Provincia e Prefettura. La città ha iniziato ad organizzarsi già a inizio settimana, allertata da Firenze. Il sindaco Lidia Bai e il presidente della Società della Salute Luciano Fedeli erano stati chiari: non più di venti persone e soltanto donne e bambini. Sono stati accontentati, almeno in parte. Al rifugio del Sant'Anna sono stati destinati nuclei familiari, per un totale di diciassette persone. Ci sono anche uomini, è vero, ma sono tutti legati alla rispettive mogli. Oltre alle coppie, ci sono i figli: un minorenne (un ragazzino di 17 anni), due adolescenti e una bambina. Infine, c'è la presenza anche di due donne nubili. Tutti in fuga dalla Libia, dove hanno raccontato di lavoravare, per il conflitto armato che sta dilaniando il paese dopo l'insurrezione popolare contro Muammar Gheddafi. Per questo, come ha ricordato il presidente della Provincia Leonardo Marras, queste persone avranno lo status giuridico di "rifugiati politici" e non di "profughi". Questo significa che la loro permanenza a Massa Marittima sarà più lunga rispetto a quell dei ragazzi tunisini ospitati ad aprile. Difficile capire quanto possano restare, ma è possibile che si possa trattare anche di mesi. Alcuni dei precedenti ospiti sono rimasti nella zona e aiutati dalla Società della Salute hanno trovato il modo di fare alcuni lavoretti. Cosa che ha scatenato le ire del segretario della Lega nord e la successiva difesa di molti cittadini. In ogni caso, i soggetti interessati hanno già preso accordi con la Regione per inserire questi nuclei familiari nel piano che prevederà la ridistribuzione degli immigrati in tutto il suolo toscano. Non è detto, poi, che questo sia l'unico gruppo che raggiungerà la Maremma: la Regione ha spiegato che la spartizione degli esuli andrà in base agli sbarchi che coinvolgono la nostra penisola. Se arriveranno altri rifugiati, è possibile che il grossetano sia di nuovo chiamato in causa e la zona di Massa ha dato ottime garanzie. Intanto ieri sera al Sant'Anna, ad attendere il pullman che portava i rifugiati, c'erano la Sds, il Comune, le forze dell'ordine, l'Asl, la Protezione Civile di Grosseto e le associazioni. Diversamente da quanto avvenuto nella prima fase del progetto d'accoglienza, queste persone sono già state registrate. Fino a ieri infatti erano ospitati in provincia di Pisa, dove hanno svolto tutte le verifiche di identificazione e sanitarie. Il personale dell'Asl sarà presente per accertare se ci sono casi malattia di qualsiasi tipo. In questo caso, le visite specialistiche prenderebbero il via lunedì. A differenza di un mese fa, poi, l'area adibita all'accoglienza è il rifugio del Sant'Anna e non l'ex ostello, che resterà dunque a disposizione dei turisti (altra condizione dettata da Bai ndc). Particolare sarà il ruolo della Caritas. Gli esuli infatti sono in almeno in parte mussulmani e i volontari dell'associazione si sono organizzati per prendere le misure a tutti i nuovi ospiti del rifugio, in modo da dargli nei prossimi giorni gli abiti adatti ai loro usi e costumi.
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