Il presidio
In una videointervista pubblicata su Youtube il dispiacere del giovane
«Abbiamo subito spento la musica» Parla l'organizzatore del rave
Francesca Gori
3 MINUTI DI LETTURA
SORANO. Seduto per terra, nel campo dove aveva organizzato il rave di Pasqua. Tre giorni di techno sparata dai mega impianti installati nel terreno in collina del padre. Ritmi ossessivi, teste che ciondolano, ragazzi che si muovono. Fabrizio Ficulle, il giovane che ha organizzato le tre notti di musica a Sorano, indossa jeans e maglietta nera. La faccia pulita che si racconta nel video realizzato dal fotoreporter Antonio Totaro, postato ieri all'ora di pranzo su Youtube. Antonio Totaro, dopo aver lavorato a lungo a Roma, ha scelto San Quirico di Sorano come buen retiro. Ma la passione di raccontare con le immagini la realtà, anche quella che non fa comodo, è la stessa. E così, tre giorni dopo il massacro dei due carabinieri, Totaro è andato a parlare con l'organizzatore del rave. Un video, da un minuto, è stato postato ieri su Youtube. Un altro, lungo cinque minuti con l'intervista integrale di Fabrizio Ficulle è ancora nel pc di Totaro. «Dovevamo ballare fino a lunedì - racconta nella videointervista - ma appena abbiamo saputo quello che era successo ai carabinieri, abbiamo smesso subito». Il dispiacere di Fabrizio è vero. Nonostante la sua passione per la techno, sparata ad altissimo volute anche dalle casse della stazione di servizio che gestiva fino a qualche tempo fa a San Quirico. «Quando andavo a fare il pieno alla macchina - racconta Totaro - c'era sempre quella musica». Techno, il ritmo ossessivo dell'elettronica, quella che ha fatto arrivare un migliaio di ragazzi da tutta Italia a Sorano. Nel video realizzato da Totaro c'è anche Bruno Ficulle, il padre di Fabrizio. Uomo di collina, agricoltore, proprietario del terreno. Alla videointervista ha partecipato anche lui. «L'atteggiamento è quello di persone semplici ma vere - spiega l'autore del video - che hanno sempre vissuto la realtà di Sorano, di quei paesi sulle colline dove la vita sembra non esserci e dove invece si trovano tantissimi spunti». Tra tutti, le parole dei ragazzi che Totaro ha incontrato. Non c'è soltanto Fabrizio, che appena saputo del pestaggio dei due carabinieri ha fatto staccare la musica. Ci sono anche i tanti giovani che erano lì. «Li incontri al bar e ti dicono che sono dispiaciuti - aggiunge - che i carabinieri sono persone per bene, che non è vero che loro sono dall'altra parte». Le facce dei ragazzi incontrati da Totaro non sono nel video. Non si sono voluti fare intervistare, non hanno voluto metterci la faccia. Fabrizio sì. La faccia pulita di un ragazzo di poco più di vent'anni, il sorriso quasi sornione, nessun piercing in faccia, nessun tatuaggio in vista. Il contrario di quello che ci si aspetta dall'organizzatore di un rave. Per lui, quella, doveva essere solo una festa. Si è trasformata in una tragedia che nessuno poteva aspettarsi. E la musica, a quel punto, è finita. Si è spenta, fino al prossimo rave.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
