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Medicine alternative Sul caso Maremma guerra a livello nazionale

Francesca Ferri
<b>AGOPUNTURA </b>Una delle medicine alternative praticate all&#146;ospedale di Pitigliano
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AGOPUNTURA Una delle medicine alternative praticate all’ospedale di Pitigliano

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 GROSSETO. Giù le mani da Pitigliano e dall'omeopatia. Dopo le dichiarazioni choc di Silvio Garattini, presidente dell'istituto di ricerca farmaceutica "Negri", sull'inefficacia delle cure alternative e l'"abbaglio" della sanità toscana che, a suo dire, si accollerebbe costi stratosferici per rimedi paragonabili a placebo, da tutta Italia si levano gli scudi sulle terapie non convenzionali usate in tandem con i farmaci allopatici nella cosiddetta medicina integrata.  Il cui primo reparto in Italia è aperto da febbraio al Petruccioli di Pitigliano.  A difendere queste branche mediche sono un oncologo, Massimo Bonucci, e il presidente di uno dei colossi mondiali dell'omeopatia, Christian Boiron.  Il professor Bonucci, presidente dell'Associazione Ricerca di Terapie Oncologiche Integrate e fresco della prima conferenza internazionale di medicina integrata ad Amsterdam, a Garattini non le va a dire. «La faccia finita il professor Garattini di dire che non ci sono risultati», tuona. «I miei colleghi Firenzuoli e Vannacci hanno ben dimostrato che i risultati sono evidenti e numerosi, basta volerli vedere».  Sulla base di questi e di tantissimi altri dati frutto di ricerche in tutto il mondo, l'omeopatia e gli altri rimedi sono sempre meno "alternativi" e sempre più integrati con i medicinali allopatici. E costano anche meno.  Oltre a Bonucci ne è convinto anche Boiron, presidente dell'omonimo gruppo francese leader mondiale dell'omeopatia, nato negli anni '30, oggi presente in 50 paesi al mondo e il cui farmaco contro l'influenza è il più usato in Francia. «Non solo i medicinali omeopatici sono in media meno cari di quelli allopatici - spiega Boiron - ma il sistema dell'allopatia è in generale più costoso a causa della sua tossicità. In Francia si calcola che tra ricoveri per curare gli effetti collaterali e giornate di lavoro perse, l'allopatia costa dieci volte l'omeopatia. Anche per questo in Francia i farmaci omeopatici sono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale fin dal 1936».  Per capire cosa sta dietro i tentativi di screditare l'omeopatia bisogna considerare proprio il lato economico della vicenda. «Perché l'istituto Negri - si domanda Bonucci - non studia la curcuma o il resveratrolo, o il sulforafano o altre piante officinali? Perché questi prodotti non sono brevettabili», spiega Bonucci. Cioè non spendibili sul mercato. «E i maggiori finanziatori dell'Istituto Mario Negri - aggiunge - sono le case farmaceutiche».  «Queste dichiarazioni - incalza Boiron - sono mirate a screditare l'omeopatia per cercare di far uscire dal mercato chi produce questi farmaci, anche se l'omeopatia rappresenta solo l'1 per cento del fatturato dell'allopatia».  Quel che Bonucci rimprovera a Garattini è di perdere di vista il bene del paziente. «Quante persone malate il professor Garattini ha visitato e trattato? Quante volte ha dovuto dire loro che la chemioterapia non ha dato i risultati sperati? - si chiede Bonucci - In Italia molti colleghi ormai cominciano a stancarsi di chi parla solamente, senza avere il paziente davanti».  Dello stesso avviso è Boiron. «Quando questo noto personaggio parla dell'attenzione della medicina classica al "rapporto benefici-rischi" e a quello "costi-benefici" - spiega riferendosi a Garattini - dimentica di citare i drammatici effetti collaterali che i farmaci allopatici possono avere: al mondo si stimano circa 2 milioni di morti l'anno causate dagli effetti tossici dei farmaci allopatici, più dei decessi per incidenti stradali. Bisogna però precisare che quella di Garattini e dei suoi ricercatori è l'unica voce contraria all'omeopatia: 30mila medici, farmacisti e cittadini italiani sono aperti all'omeopatia. La sua sembra una guerra ideologica, ma purtroppo gode della considerazione dei media ed è vicino al Governo».

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