Il Tirreno

Grosseto

Folle gioco di ragazzini a Grosseto: roulette russa tra il traffico con i carrelli della spesa

Elisabetta Giorgi
Folle gioco di ragazzini a Grosseto: roulette russa tra il traffico con i carrelli della spesa

Quindicenni si lanciano tra le auto del centro. Accucciati dentro il trabiccolo in mezzo alla strada, attendono le vetture per vedere se frenano

3 MINUTI DI LETTURA





Il gioco del carrello è l'ultima frontiera del divertimento, in scena in via Mazzini a ora notturna. Si tratta di usare un vecchio carrello della spesa. Caricarci dentro una persona e lasciarlo in mezzo alla strada per scoprire cosa succederà al passaggio delle auto.

Un gioco pericoloso fatto con un vecchio carrello della spesa, solitamente depositato accanto al loggiato della strada del centro storico. Caricarci dentro una persona e lasciarlo in mezzo alla strada per scoprire cosa succederà al passaggio delle auto: se si fermeranno per evitare una collisione o se l'urto avverrà davvero, naturalmente scommettendo sulla velocità moderata delle auto. Una sorta di roulette russa, di pericoloso passatempo sempre più in voga tra la gioventù grossetana e che lancia una sfida aperta tra i ragazzi e gli automobilisti, provocando autentico spasso in chi lo pratica e sempre più sbigottimento negli avventori di passaggio.

«Poche sere fa intorno alle dieci - segnala una cittadina che abita in centro e che ha documentato il tutto scattando una foto col cellulare - passavo con la mia macchina in via Mazzini, quando mi sono imbattuta in un carrello della spesa. Non era vuoto. Dentro c'era una ragazza infilata lì dentro come un sacchetto, sedere a contatto col carrello e piedi per aria. Ce l'aveva messa un suo amico». Ragazzini quindicenni. «Appena arrivata la scena si stava concludendo: lui che sistemava l'amica lì dentro, lei sorridente, tutti e due divertiti aspettando che passasse qualcuno senza neppure mettere in conto che potesse esserci un pericolo - racconta - Lei è rimasta in mezzo alla strada dentro al contenitore, lui si è messo a guardare il tutto dal loggiato.

Sono arrivata con l'auto a velocità bassissima, giusto in tempo per accorgermidietro la curva che c'era qualcosa in mezzo alla strada, così da fermarmi ed evitare l'impatto che sarebbe stato disastroso». La ragazzina non era per niente turbata dell'arrivo della macchina, il suo amico invece era divertito. Il gioco sembrava riuscito anche stavolta: avevano bloccato una macchina per strada senza nessun incidente. Finita lì, Bingo. «Tuttavia la mia prima reazione, una volta fermata a 30 centimetri dal carrello, è stata quella di preoccuparmi e chiudere tutte e due le portiere pensando che fosse un maldestro tentativo per derubarmi da parte dell'amico.

Non riuscivo a credere che si trattasse solo di un "gioco col destino" - dice - Subito dopo ho capito che era così. Visto che non mi andava di fare il loro gioco scendendo di macchina e mettendomi a discutere, ho preso il telefonino e ho finto di chiamare le forze dell'ordine. La ragazzina nel carrello si è messa a urlare. "Aiutami! Questa chiama gli sbirri". Ha ripetuto più volte la parola "sbirri", mutuata dal gergo più banale raccattato per strada. Voleva che l'amico l'aiutasse a uscire e così lui ha fatto. In un primo momento agitato, è corso per strada e ha portato via il carrello dalla strada, sistemandolo ai bordi del loggiato.

Intanto ho scattato una foto col cellulare per documentare il tutto e vedere se riuscivo a intimorirli una volta per tutte. Questa è la mia testimonianza, spero che questa storia finisca, per il bene dei residenti e soprattutto per evitare che succedano disastri». Per la cronaca, dopo la fuga precipitosa dei due, il carrello è rimasto ai bordi del loggiato per giorni mentre ieri non c'era più. Probabilmente ha cambiato zona.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera